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domenica 6 marzo 2011

Megadoll

Sitting astride a bridge where a train is darting, somewhere in Japan. Temporary installation? Gigantic magnificent obsession? You’ll agree that the idea of a megadoll girl with a train between her legs (and of course in the usual manga character student uniform) is quite asking for reflections.


Seduta a cavalcioni su un ponte dove sfreccia un treno, da qualche parte in Giappone. Installazione temporanea? Gigantesca magnifica ossessione? Converrete che l’idea di una ragazzina megabambola con un treno tra le gambe (e ovviamente nella solita uniforme da studentessa da personaggio manga) richiede riflessioni.

+ > www.giappone360.it

lunedì 27 settembre 2010

Donatella’s dolls


“I milanesi ammazzano al sabato” °° is a masterpiece crime-story written by Giorgio Scerbanenco in the late 60s. Donatella - Donatella Berzaghi - is the unfortunate, missing protagonist: blonde giant and beautiful in her body, a 10 yrs old girl in her mind, innocently but dangerously nymphomaniac in her behaviour, beloved pupil and sole reason for living to her widowed daddy, she still plays with her dolls. And her dolls all lined-up in her tidy room along with all those Disney characters hanging from the ceiling lamp, waiting for her who will never be back, are symbolically one of the sadest images in this compassionate sorrowful noir.
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“I milanesi ammazzano al sabato” è un poliziesco-capolavoro scritto da Giorgio Scerbanenco nei tardi anni ’60. Donatella - Donatella Berzaghi - è la sventurata protagonista che scompare: bionda gigantessa bellissima nel corpo, bambina di 10 anni nella mente, innocentemente ma pericolosamente ninfomane nel comportamento, pupilla adorata e unica ragione di vita del suo papà vedovo, lei gioca ancora con le bambole. Proprio le sue bambole e tutti quei personaggi Disney appesi al lampadario che aspettano nella sua linda cameretta un improbabile ritorno, sono per simbolo una delle immagini più tristi di qsto noir dolente, intriso di compassione.

°° i.e. “People from Milan kill on Saturdays”, I really ignore whether the book was officially translated into English

ph: Zavattieri
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