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venerdì 16 luglio 2010

A doll cultu(r)al post


Don’t be surprised about connections between dolls and religions - they are innumerable. Just think of concepts as “icon”, “cult”, “goddess”, “sacred/dissacration/consacration” just to name a few, found in both environments. So you might be curious to learn that a friend of mine created a OOAK - and almost religiously correct - Ken doll studying to become a rabbi, while a Rabbi Barbie already existed in a limited and private number of samples; or that another collector and OOAKer creates Saints Barbies directly inspired to him by sacred art as seen in catholic churches, museums and little holy pictures. Not to mention the Pope-doll or nun dolls or Jesus Christ action figure I’ve written about many many posts ago. Ergo, this post is just part of a longer and deeper thread, in a fully dollcultu(r)al spirit.
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Non c’è da sorprendersi delle connessioni tra bambole e religioni – sono innumerevoli. Basti pensare a concetti come “icona”, “culto”, “dea”, “sacro/dissacrazione/consacrazione” solo per nominarne alcuni che ricorrono in entrambi i contesti. Potrebbe allora essere curioso venire a sapere di un’amica che ha realizzato un Ken OOAK, anche abbastanza religiosamente corretto, che studia da rabbino, mentre il suo omologo versione Barbie già esisteva in un numero limitato e privato di esemplari: o che un altro collezionista e OOAKer crea Sante Barbie direttamente ispirate dall’arte sacra come la si vede nelle chiese cattoliche, nei musei o sui santini. Per non dire del bambolotto-Papa o delle bambole monache o della action figure di Gesù Cristo di cui ho scritto molti molti post fa. Perciò qsto post altro non è che parte di un thread più lungo e più profondo, in pieno spirito dollcultu(r)ale.

lunedì 14 dicembre 2009

Not a doll diorama


This is not a doll diorama, although it could look like – nor a peaceful Nativity. This is a XVI century terracotta life-size sacred representation of the Slaughter of the Innocents and the location is Sacro Monte di Varallo, Italy, chapel 11. What leaves me astonished, is the visible intolerable violence and evil and bloodshed ordered by Herod (Herod, not a hero) and yet the detailed decoration and choreography in this educational scene, intended as a step in a devotional visit to the Sanctuary. Now, if sacred art itself shows these extreme images, why should we hypocritically ban a naked or tattooed doll?
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Qsto non è un diorama di bambole, anche se potrebbe sembrarlo – e non é neanche una placida Natività. È invece una sacra rappresentazione in terracotta di fine ‘500 che raffigura a grandezza naturale la Strage degli Innocenti al Sacro Monte di Varallo in Valsesia, cappella 11. Quel che mi sconvolge è la visibile intollerabile violenza, il male e lo spargimento di sangue ordinati da Erode (Erode, non un eroe) e al tempo stesso la decorazione che indulge ai dettagli e la coreografia in qsta scena educativa, intesa come una tappa della visita devozionale al santuario. Ora, se l’arte sacra stessa mostra queste immagini estreme, perché poi dovremmo ipocritamente censurare una bambola nuda o tatuata?
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