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lunedì 14 gennaio 2013

Doll factory tour


 
Michael Wolf strikes again. Here the German photographer’s tour in a doll factory in China. Did you expect dirt, slavery, grumpy faces? No, not at least here in this series which represents a real “Toy Story” in the author’s concept. And do you think that mass produced dolls are still fashionable once you have seen their making? I say yes. Because I know that even a serial item can come out from the factory with a unique feature or flaw or print – a curl, a color, a seam, whatever – which makes it mine.

 
Michael Wolf colpisce ancora. Qui si vede il tour del fotografo tedesco in una fabbrica di bambole in Cina. Vi aspettavate sporco, schiavitù, facce imbronciate? No, perlomeno qui in qsta serie, che rappresenta, stando al concetto dell’autore, un’autentica “Toy Story”. Pensate che le bambole prodotte in massa siano ancora affascinanti dopo aver visto come si fa a farle? Io dico di sì, per me lo sono ancora. Perché so che perfino una cosa seriale può uscire dalla fabbrica con una caratteristica o un difetto o impronta unica – un ricciolo, un colore, una cucitura, qualunque altro dettaglio – che la rende mia.

thx Azzurra!

venerdì 5 ottobre 2012

telling the toy story


Michael Wolf, a Hong Kong-based German artist, created an impressive installation on toys' seriality, in a pop mix of workers portraits in Chinese factories during work, played with/beloved dolls (many many Barbies among them) collected after painstaking flea market tours, and cheap made in China toys. The result of this effort are hypercrowded walls evoking feelings of anxiety, love, fear, curiosity, avidity... The making of this project, witnessed in these photos, is also involving.
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Michael Wolf, artista tedesco trapiantato a Hong Kong, ha creato un'installazione impressionante sulla serialità del giocattolo, realizzando un mix pop di operai ritratti al lavoro nelle fabbriche cinesi, bambole giocate/amate (tra cui molte molte Barbie) raccolte dopo instancabili tour di mercatini, e giocattolacci made in China. Il risultato di qsto sforzo sono muri iperaffollati che evocano sentimenti di ansia, amore, paura, curiosità, avidità... E anche la preparazione di qsto progetto, documentata nelle foto, è coinvolgente.

thx Carlo Porrini for this suggestion!

Nb: click on the pic to see it entirely * cliccare sulla foto per vederla interamente

 

mercoledì 21 settembre 2011

Waiting for MeringONE 09


China Lin’s interpretation of a Beijing Opera Princess is a flabbergasting “made in china” Barbie-based, one-of-a-kind, handmade specimen. So colourful and hyperdecorated, it might spark an inspiration for some meringuish creative drift in view of DCCI’s MeringONE contest (pls see page bottom).
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L’interpretazione di China Lin di una Principessa dell’Opera di Pechino è un esempio sbalorditivo di “made in china” su base Barbie OOAk e fatto a mano. Così variopinto e ipercolorato, potrebbe accendere l’ispirazione per qualche deriva creativa e meringòfila in vista del contest MeringONE (v. fondo pagina).

+ > flickr/China Lin

domenica 3 gennaio 2010

China dollyish

This is a work by Chen Ke. It's oniric, delicate, and evokes a strange world inhabited by kinda vanishing dolls. I saw it yesterday for the first time when visiting the exhibition CINA - Rinascita contemporanea here in Milan. I realized that many Chinese contemporary artists have to do with dolls or feel dolls or are polemically and interestingly use doll stereotypes. I invite you to agree with me, or disagree, after viewing with yr very eyes.
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Questa è un'opera di Chen Ke. Onirica, delicata, evoca uno strano mondo abitato da bambole come un po' evanescenti. L'ho vista ieri per la prima volta visitando la mostra CINA - Rinascita contemporanea qui a Milano, a Palazzo Reale. Mi sono resa conto che molti artisti cinesi contemporanei hanno a che fare con le bambole, o ne hanno il feeling, o usano gli stereotipi bambolari in modo polemico e interessante. Vi invito ad essere d'accordo o in disaccordo con me dopo aver visto coi vs occhi.
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