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domenica 25 marzo 2012

Take a large tour


When it comes to dollcultural phenomena, don't just browse doll websites, or attend doll conventions, or chat in the very same small and asphyctic doll collecting or OOAKers' microcommunities. Take the large tour instead. You might be amazed by encounters like this, with Popovy sisters for Schön! magazine, reading: "Who needs a real model to show off your creative designs when you can construct your own miniature models instead? Using their skills in sculpting and fashion design, that is exactly what Russian born designers and twin sisters Elena and Ekaterina Popovy do in order to create miniature fashion works of art."
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Quanto si tratta di fenomeni dollculturali, perché soltanto sfogliare i siti di bambole, o andare a convention di bambole, o chattare nelle stesse solite asfittiche microcommunities di collezionisti o creatori di bambole OOAK? Meglio prendere il giro largo. Potrebbe capitarvi di fare incontri come questo con le sorelle Popovy per Schön! magazine, dove si legge (la traduzione è mia): "A che vi serve una modella vera per far vedere i vostri progetti creativi quando potete invece costruirvi delle modelle in miniatura? Con le loro capacità di scultura e di fashion design, qsto è esattamente ciò che fanno le gemelle russe Elena and Ekaterina Popovy per creare mini opere d'arte fashion."

domenica 12 febbraio 2012


Hello, we are a handful of dolls hands. We are tender and childish. We are not vinyl or porcelain. We are just soap. We will vanish in water and foam.
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Ciao, siamo una manciata di mani di bambola. Siamo tenere e infantili. Non siamo fatte di vinile o porcellana. Siamo solo sapone. Svaniremo in acqua e schiuma.

sabato 12 novembre 2011

Analytic anatomy


This is a cha-hakobi doll – a small automaton serving tea - in pieces though, kinda ready for an anatomy table, from the KARAKURI exhibition now on display in Turin. I don’t know why, more than by the all-dressed automaton dolls, I was moved by the naked parts, with their smooth wood essences, their elegant structure, their essential design, their gentle harmony. And we also are talking about antiquities, dating back to the Edo era (1603-1868), yet somehow anticipating the “friendly robot” philosophy in contemporary Japan.
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Questa è una bambola cha-hakobi – un piccolo automa servitore di tè – in pezzi però come pronta per una tavola anatomica, dalla mostra KARAKURI attualmente visitabile a Torino. Non so perché, più che dalle bambole-automi interamente vestite, io sono stata toccata dalle nude parti, dalle loro essenze di legni levigati, dalla loro struttura elegante, dal design essenziale, dall’armonia gentile. E stiamo anche parlando di antichità, che risalgono al periodo Edo (1603-1868) eppure anticipatrici, in qualche modo, della filosofia del robot amichevole (“friendly robot”) del Giappone contemporaneo.

ph courtesy of Maria Grazia Balbiano

venerdì 14 gennaio 2011

Pin-up-ware



What are these dollyish and burlesque porcelain legs doing when popping up from a cream bowl (an upside-down figurine whose skirt makes the bowl itself), from a tea pot, or elegantly kicking on the top of a cakestand? They are just tempting you. These white and fine porcelain pieces are all part of the Blaue Blume tea service designed by Tina Tsang for Undergrowth Design, and handmade in London. I find that there is much of dollcultural when you look for istance at the doll's head at the basis of the cakestand: isn’t it Blythish? Oh, had I seen this before METAMORFOSI contest, that would have been a good provocation. Too good that our contestant Charlye & Teddy’s Bly-tea cup went in the same creative direction of deconstructing a doll to make it fine porcelain-ware.


Che cosa ci fanno qste gambe bambolose e burlesque fuori da una coppa da gelato (una donnina a testa in giù la cui gonna è appunto la coppa), da una teiera, o che sgambettano eleganti dalla cima di un’alzatina? Semplice, vi stanno tentando. Tutti questi pezzi di fine porcellana bianca fanno parte del servizio da té Blaue Blume disegnato da Tina Tsang per Undergrowth Design e sono stati fatti a mano a Londra. Trovo che ci sia molto di dollculturale in essi, basterebbe guardare per es la testa di bambola alla base dell’alzatina: non è Blythica? Oh, se l’avessi vista prima del contest METAMORFOSI, sarebbe stata una buona provocazione. Per fortuna però che la tazzina Bly-tea dei ns 2 concorrenti Charlye & Teddy andava nella stessa direzione di disfare una bambola per farne servizio buono.

martedì 9 novembre 2010

Floored dolls


Dolls, rags, rugs. This is “Circus”, a limited edition rug by Brazilian design duo Fernando & Humberto Campana. On a green dyed canvas circle, rag dolls form a random 3D-motif. These dolls are hand-made in a Brazilian village in the framework of an ethical project financed by the designers. But you don’t play with these floored dolls, you might feel embraced or lie back among them, instead. Now exhibiting here in Milan at Triennale.


Bambole, stracci, tappeti. Qsto è “Circus”, un tappeto in edizione limitata opera del duo di architetti brasiliani Fernando & Humberto Campana. Su un cerchio di canapa tinto in verde, bambole di pezza formano un motivo casuale a tre dimensioni. Sono bambole fatte a mano in un villaggio brasiliano, nel quadro di un progetto etico finanziato dai designer stessi. Ma non ci si gioca con qste bambole messe al tappeto. Ci si può semmai sentire abbracciati, sdraiarsi in mezzo a loro. Ora in mostra in Triennale qui a Milano.
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