Visualizzazione post con etichetta triennale milano. Mostra tutti i post
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sabato 6 agosto 2011

Perk Pioneers


Are you in Milan? Go to Triennale, visit the exhibition China New Design (free entrance in August) and meet these small dolls…figurines called Perk Pioneers. Created by the Shanghai designer duo PERK for adFunture, they are kinda assorted small atheletes. You couldn’t guess their gender, as they appear so childish and imperturbable. They remind me a contemporary and peaceful resin rivisitation of Xi’an terracotta warriors or also the playmobil characters, due to the very similar articulations. But it’s so clear they’re designer toys. Originally seen as a life-size sculptures, Perk Pioneers are actually 8-9cm tall each. I’m trying to find and have a series sent to my place. Not easy.



Siete a Milano? Andate allora in Triennale, visitate la mostra China New Design (ingresso libero tutto agosto) e fate la conoscenza con qste bambol…figurine chiamate Perk Pioneers. Create dal duo di designer PERK di Shanghai per adFunture, sono una specie di piccoli atleti assortiti. Non si capisce se maschi o femmine, visto che appaiono così infantili e imperturbabili. Mi ricordano una rivisitazione in resina, contemporanea e pacifica, dei guerrieri di terracotta di Xi’an, o anche i playmobil, per l’articolazione molto simile. Ma sono molto più evidentemente designer toys. In origine immaginati come sculture a grandezza naturale, i Perk Pioneers sono in realtà alti 8-9cm ciascuno. Sto cercando di trovare e farmi spedire una serie. Mica facile.

sabato 1 gennaio 2011

Still Lovers


What do you see at first sight? What I did see, I’ll tell you later. Elena Dorfman, author of these images depicting the intimate and domestic lives of men and women who live with life-sized silicone sex dolls, saw remarkable beauty in such an under-examined subject. “Just by keeping the line of inquiry open” - these are the artist’s words - “I have been able to make images that raise questions.” Yes, questions. Like where is the aberrant in living with (and feeding, fitting, dressing etc…) a Real Doll – since it’s declaredly a sex doll, a still lover. Like what is intimacy, something shared in a couple or something unilateral, hidden, silent, then shown off to an audience thru the photographer. Or like where is the difference between a sex doll and an anatomically correct doll, is it a behavioural-dimensional one? What actually impressed me at first sight, as a punctum in R. Barthes’ meaning, was the dolls’ “flesh”, with flaws and dents and welding lines, so similar to scars on human skin. So fragile.


Cosa vedete a prima vista? Cos’ho visto io, ve lo dico dopo. Elena Dorfman, autrice di qste immagini sulla vita intima e domestica di uomini e donne che vivono con bambole erotiche di silicone a grandezza naturale, ha saputo vedere una notevole bellezza in un soggetto così poco trattato. “Semplicemente lasciando aperta la linea dell’indagine” – sono parole dell’artista – “sono riuscita a realizzare immagini che pongono delle questioni.” Questioni, sì. Tipo dov’è l’aberrazione nel vivere (e nutrire, acconciare, vestire, etc) una Real Doll – che è dichiaratamente una bambola per fare sesso, una muta amante. O tipo che cos’è l’intimità, qualcosa di condiviso in una coppia o piuttosto qualcosa di unilaterale, nascosto, silenzioso, poi però dato in pasto ad un pubblico per mezzo del fotografo. O tipo dov’è la differenza tra una sex doll e una bambola anatomicamente corretta, è una differenza di comportamento e scala dimensionale? In realtà ciò che ha più impressionato me a prima vista, come un punctum in senso barthesiano, è stata la “carne” delle bambole, con difetti e taglietti e linee di saldatura, così simili a cicatrici su pelle umana. Così fragile.


Punctum: an additional, not necessarily intentional element in a photo that is emotionally moving YOU. * Punctum: un elemento che in una foto sia supplementare, non necessariamente intenzionale, ma capace di toccarti emozionalmente.


Elena Dorfman, STILL LOVERS. Some of them now in Milan, at Triennale.

martedì 9 novembre 2010

Floored dolls


Dolls, rags, rugs. This is “Circus”, a limited edition rug by Brazilian design duo Fernando & Humberto Campana. On a green dyed canvas circle, rag dolls form a random 3D-motif. These dolls are hand-made in a Brazilian village in the framework of an ethical project financed by the designers. But you don’t play with these floored dolls, you might feel embraced or lie back among them, instead. Now exhibiting here in Milan at Triennale.


Bambole, stracci, tappeti. Qsto è “Circus”, un tappeto in edizione limitata opera del duo di architetti brasiliani Fernando & Humberto Campana. Su un cerchio di canapa tinto in verde, bambole di pezza formano un motivo casuale a tre dimensioni. Sono bambole fatte a mano in un villaggio brasiliano, nel quadro di un progetto etico finanziato dai designer stessi. Ma non ci si gioca con qste bambole messe al tappeto. Ci si può semmai sentire abbracciati, sdraiarsi in mezzo a loro. Ora in mostra in Triennale qui a Milano.

giovedì 5 agosto 2010

We are dolls, too


“We are dolls, too”. This is in response to “Quali cose siamo” ( i.e. “which things we are”), an unpredicted selection of contemporary, non institutional design objects and artefacts – a creative world, featuring common use items and unique pieces, somehow parallele to the mainstream design production - now on exhibition at Triennale Design Museum here in Milan. How many dolls, doll houses, doll-scaled models, toys and toyful objects I’ve seen. I warmly suggest you visit it too, before Feb 27th 2011.
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“Siamo anche bambole”. Qsto per rispondere a “Quali cose siamo”, una selezione imprevista di oggetti e manufatti contemporanei di un design non istituzionale – un mondo di creatività pieno di oggetti di uso comune e di pezzi unici, parallelo in qualche modo alla principale produzione di design – ora in mostra al Triennale Design Museum qui a Milan. Quante bambole, case di bambola, modellini in scala di bambola, giocattoli e oggetti giocattolosi ho visto. Visita caldamente suggerita, prima del 27 febbraio 2011.

PS ... a blurred bunch of Lenci dolls in the glass cabinet * ...uno sfocato gruppo di bambole Lenci nella teca

"Quali cose siamo" Dir. Silvana Annicchiarico; Scientific Director Alessandro Mendini; Exhibition Design Pierre Charpin

martedì 25 maggio 2010

A crying Ponytail


The essential of a blonde ponytailed girl cries her surrealist-pop tears all in one. Kinda Blonde Ponytail Barbie in a desperate love, or who knows – my after-meditation. This is actually Roy Lichtenstein’s “Girl with Tear”, painted in 1977 (now in NYC S. Guggenheim Museum's) and seen, before the exhibition ended, here at Milan’s Triennale in “Meditations on art” celebrating Roy Lichtenstein’s work.

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L’essenziale di una ragazza bionda con la coda di cavallo piange tutte le sue lacrime pop-surrealiste condensate in una sola grande lacrima. Una specie di Barbie Ponytail bionda in un amore disperato o chissà – ma questo sono mie sovrameditazioni. È in realtà “Girl With Tear” di Roy Lichtenstein, dipinta nel 1977 (e nelle collezioni del Solomon Guggenheim Museum di NYC) vista, prima che finisse, alla mostra della Triennale qui a Milano chiamata “Meditations on art” tutta dedicata all’opera di Roy Lichtenstein.

sabato 4 luglio 2009

Dollcultural trip: Milan Triennale


See what happens when a bunch of doll collectors bring their dolls to an interesting location like the Triennale in Milan. Curiosity didn’t kill… the chat! (not even I try to translate the proverb. Italian will read something different in the same mood)
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Ecco cosa succede quando un gruppo di doll collectors portano le bambole in un posto interessante come la Triennale a Milano. Impara l’arte, non metterti da parte! (non mi sogno nemmeno di tradurre il proverbio. In inglese ci sarà qualcosa di diverso ma con simile mood)

http://www.flickr.com/groups/1107419@N25/pool/with/3663260902/

venerdì 22 agosto 2008

Promodoll

I want this book! Look at the hologram on its cover! I happened to browse it last week, at the Triennale Bookshop here in Milan. And discovered many interesting contemporary marketing promotions where the doll conveys meanings and desires once communicated in a more trivial manner, without dolls. Yes, I want this book, and I’ll tell you more about it, after reading.
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Voglio qsto libro! NB l'ologramma in copertina! Mi è capitato di sfogliarlo la scorsa settimana, qui, alla libreria della Triennale. E di scoprire molte interessanti operazioni di marketing promotion in cui la bambola veicola significati e desideri un tempo comunicati in modo più banale, senza bambole insomma. Sì, voglio questo libro, e dirvene di più dopo averlo letto.
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