Visualizzazione post con etichetta dollcultural stuff. Mostra tutti i post
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sabato 30 marzo 2013

Facelet (bracelet of faces)

Just by chance I discovered Lulu Frost's jewels and website. And the impact with this dollcultural Circe bracelet was inevitable! These faces are not exactly dolls, but could seem something similar being modeled in resin, with the sumptuous enrichment of glass pearls and mixed metal cusps and ringlets. I love minimal elegance in clothing, frequently just as an excuse to enhance spectacular ornaments, and this is the case here. If you want to see bijoux made with Barbie parts istead, just search Margaux Lange's works in this blog or google around.
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Per puro caso ho scoperto i gioielli e il sito Lulu Frost. E l'impatto con questo dollculturale braccialetto Circe era inevitabile! Qsti volti non sono esattamente bambole, ma potrebbero sembrare qualcosa del genere essendo modellati nella resina, col sontuoso arricchimento di perle di vetro cuspidi e anellini di metalli vari. Amo l'eleganza minimale nell'abbigliamento, spesso come scusa per poter esaltare ornamenti spettacolari - e qui è il caso. Chi volesse vedere invece bijoux realizzati con parti di Barbie, cerchi i lavori di Margaux Lange in qsto blog o googlando in giro.

 

mercoledì 30 gennaio 2013

Bubble-bathing dolls


I find this work by Korean artist Kim Joon something just amazing. "Red bubble" is its title, and it's something so dollcultural in proportions (cm 100 x cm100, which means that the bathing body is a 1:6 scaled - fashion doll size par excellence), and so much about the human body in its fullness and functions and fetish-potential. I ignore the artist's very intentions, but that red fluid is not evocative of blood to me - rather, cassis syrup or something similar, possibly delicious.
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Trovo questo lavoro dell'artista coreano Kim Joon qualcosa di stupefacente. Si intitola "Red bubble", ed è qualcosa di così dollculturale nelle proporzioni (cm 100 x cm100, il che vuol dire che quello della bagnante è un corpo in scala 1:6, misure da fashion doll par excellence) e così tanto riferito al corpo umano nella sua pienezza, funzioni, potenziale feticistico. Ignoro quali fossero al riguardo le vere intenzioni dell'artista, ma il liquido rosso non mi evoca il sangue - piuttosto, uno sciroppo di ribes o qualcosa di simile, possibilmente di delizioso.

thx Carlo Porrini :-)
 

giovedì 1 novembre 2012

Sabina Feroci’s dollcultural papier-mâché


 
Not dolls, but dollcultural suggestions seen in Brescia at Studio LB contemporary art. Sabina Feroci’s sculptures freeze in papier-mâché gestures and postures of boys and girls (even if I thought they were all girls). Compared to the collection of the same author I happened to discover two years ago, this new wave of figurines is even more evocative, intense and essential, recalling threedimesional illustrations of the finest, pastel-like kind, and accessorized with a bit of pop culture. You have to touch and caress them (even if I didn’t dare) because the feel is very smooth and warm, and their presence, fills the room both with sience and imaginary movement. The proportions are also interesting (even if they are not scale 1.1) – between doll and real person. So far, however, I’m just the happy owner of ”Meeting Sabina Feroci – a journey of Papier-mâché Dolls” a lovely illustrated book, complete with transfers (even if written in Chinese). Look at its title: yes, the author calls her creations “dolls” – interesting, isn’t it?
 
 
Non bambole, ma suggestioni dollculturali, quelle dello Studio LB contemporary art a Brescia. Le sculture di Sabina Feroci congelano nella cartapesta gesti e pose di bambini e bambine come quelli veri (anche se all’inizio ho pensato che fossero tutte bambine). In confronto alla collezione della stessa autrice che mi è capitato di scoprire due anni fa, questa nuova ondata di figurine è ancora più evocativa, intensa ed essenziale. Ricorda illustrazioni tridimensionali delle più fini e pastellose, con l’aggiunta di un tocco di pop culture. Bisogna toccarle e accarezzarle (anche se io non ho osato) perché la sensazione tattile è molto liscia e calda; la loro presenza riempie lo spazio sia di silenzio sia di movimento immaginario. Le proporzioni stesse sono interessanti (anche se non in scala 1.1) – una via di mezzo tra bambole e persone. Finora, però, sono solo la fortunata proprietaria di ”Meeting Sabina Feroci – a journey of Papier-mâché Dolls” un bel libro illustrato e corredato di decalcomanie (anche se scritto in cinese). Occhio al titolo: sì, l’autrice chiama “bambole” le sue creazioni – interessante, vero?

sabato 20 ottobre 2012

Dollcultural Ferienhaus


"Ferienhaus für Terroristen I", i.e. "Holiday House for Terrorists I" is the title of this architectural-sculptural work by German artist Thomas Schütte - and we are namely talking about a maquette. Now, which kind of terrorist dolls would be as lucky as to live their doll lives in such spaces filled with good design? This is not the typical doll house (which I would like to write "typicaldollhouse" to emphasize). I like the incongruous aspect of this hypothesis.


"Ferienhaus für Terroristen I", ossia "Casa delle vacanze per terroristi I" è il titolo di quest'opera di architettura-scultura dell'artista tedesco Thomas Schütte - e, propriamente, stiamo parlando di un modellino. Ora, quali bambole terroriste sarebbero così fortunate da vivere le loro vite bambolari in spazi simili, pieni di buon design? Qsta non è la tipica casa di bambola (che anzi, scriverei tutto attaccato per enfatizzare tipicacasadibambola, toh). Amo l'aspetto incongruo di quest'ipotesi.

lunedì 15 ottobre 2012

Dollcultural Power of We


I, I, we. This is not aphasia, but the Fibonacci sequence of solidarity and growth, of powerful iniziatives, of unforgettable friendships, of lives spent together, of effective research, of team victories, of much wished changes. Individuals and not numbers conveying the power of We.


Io, Io, Noi. Questa non è afasia, ma la sequenza di Fibonacci della solidarietà e della crescita, delle iniziative potenti, delle amicizie indimenticabili, delle vite trascorse insieme, delle ricerca che porta risultati, delle vittorie di squadra, dei cambiamenti molto auspicati. Persone e non numeri che veicolano il potere del Noi.

ph (c) Midolls on flickr

This post is for Blog Action Day 2012, and I made it dollcultural through a circle of head-to-head Momoko dolls, as if they were like-minded. * Qsto post è per il Blog Action Day 2012, e l'ho fatto dollculturale con un cerchio di Momoko a contatto di testa, come per significare un pensiero condiviso.

 

sabato 2 giugno 2012

eni versalis, universalis


Why does a rebranding ad in the chemical industry seem dollcultural? Because of its "new face" concept. Because of the stuff used: all plastic pieces kinda making a mosaic. Because some of those pieces look like doll parts. And because of the seductive renaming: Polimerieuropa becomes eni versalis (and, ambitiously reading, sounds similar to “universalis”).
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Perché mai un annuncio sul riposizionamento nell’industria chimica sa di dollculturale? Per il concetto di "nuovo volto”. Per i materiali usati:  tutti pezzi di plastica a formare una specie di mosaico. Perché alcuni di quei pezzi hanno l’aria di parti di bambola. E per il renaming seducente: Polimerieuropa diventa eni versalis (e, ad un’ambiziosa lettura, suona simile a “universalis”).

giovedì 24 maggio 2012

Contemporary idol(l)

This is the essence of collecting in a pop, extreme, desacrating interpretation: the Virgin Mary hybridized with a piece of My Little Ponies, meaning that the visual borders between different cults can be very subtle.
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Qsta è l'essenza del collezionismo in un'interpretazione pop, estrema, dissacrante: la Vergine Maria ibridata con un  esemplare di My Little Ponies, a significare che i confini visuali tra culti differenti possono essere molto sottili.

source: Elena Murtas, Teddy Balocchi

giovedì 8 marzo 2012

My Cinderthriller


Cinder Thriller (crasis of Cinderella + thriller) has been a creative contest launched during the last months by Alberto Guardiani and i-D magazine to find the next "it shoe", after last year's successful iconic pump with a lipstick heel. Here you can see the winner (I love it, BTW, although the sketch was way sexier than the prototype). Actually, I also entered my shoe: a dollcultural, doll-legged one, with the noticeable trick of leaving doll prints when walking. mmmhhh... maybe wth a thicker platform... Anyway, I didn't win. I just had a lot of fun.
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Cinder Thriller (crasi di Cinderella + thriller) è stato un contest creativo lanciato nei mesi scorsi da Alberto Guardiani e i-D magazine per scoprire la prossima "it shoe", dopo il successo dell'anno scorso dell'iconica décolleté con il tacco a rossetto. Qui potete vedere la vincitrice (mi piace molto, tra l'altro, anche se lo schizzo era di gran lunga più sexy del prototipo). In verità, anch'io ho partecipato con la mia scarpina: dollculturale, a gamba di bambola, con il trucco degno di nota che lasci orma di bambola quando ci cammini. mmmhhh... magari con un po' di platform davanti. Cmq. Non ho vinto. Ma mi sono divertita tantissimo.

martedì 6 dicembre 2011

A doll in a Garage


oh, a bit of creepy beauty. While the most meringued doll-related events were taking place during the last 2 Sundays and l couldn’t be there, I happened to collect non-meringued dollcultural material for future meditation. This is one – one of 3 covers deviced to launch Garage, influencer Dasha Zhukova’s art magazine. And I’m not meaning the much talked about peel-off butterfly version; my favourite cover, the one I chose, is instead this kinda OOAK roombox and in it, a doll in the likeness of the British model Lily Donaldson (other than a Monster High creature, sorry). The scene could well recall a Victorian doll house, but seen through the lenses of a more comtemporary gloomy aesthetics. This is actually a Nick Knight + Dinos Chapman image set and creation.
I’m still very interested in those dollcultural installations and OOAK artifacts increasingly invading the territory of art collecting, whereas the meringue genre will take dust on toyshop shelves or at an ordinary doll colletors convention.
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oh, un po’ di brividi di bellezza. Mentre gli eventi bambolari più meringati si tenevano nelle due ultime domeniche senza che io ci fossi, mi è capitato di raccogliere materiale dollculturale non meringato a scopo di futura meditazione. E questo è uno – una delle 3 copertine inventate per il lancio di Garage, magazine d’arte voluto da Dasha Zhukova, una influente. Non sto a parlare della versione chiacchierata con la farfallina peel-off. La mia cover preferita, qlla che ho scelto, è qsta specie di roombox OOAK e ha al suo interno una bambola con le sembianze della modella britannica Lily Donaldson (altro che creaturine Monster High, mi spiace per voi). La scena potrebbe ricordare una casa di bambole vittoriana, ma vista attraverso le lenti del gusto contemporaneo per il tenebroso. È in realtà un lavoro congiunto di Nick Knight + Dinos Chapman per quando riguarda set, immagine, creazione.
Continuo ad essere curiosa e interessata alle installazioni e ai manufatti OOAK che sempre più invadono il territorio del collezionismo d’arte, mentre le meringastre prendono la polvere sugli scaffali di qualche negozio di giocattoli o alle normali convention di Doll collectors.
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