lunedì 27 settembre 2010

Donatella’s dolls


“I milanesi ammazzano al sabato” °° is a masterpiece crime-story written by Giorgio Scerbanenco in the late 60s. Donatella - Donatella Berzaghi - is the unfortunate, missing protagonist: blonde giant and beautiful in her body, a 10 yrs old girl in her mind, innocently but dangerously nymphomaniac in her behaviour, beloved pupil and sole reason for living to her widowed daddy, she still plays with her dolls. And her dolls all lined-up in her tidy room along with all those Disney characters hanging from the ceiling lamp, waiting for her who will never be back, are symbolically one of the sadest images in this compassionate sorrowful noir.
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“I milanesi ammazzano al sabato” è un poliziesco-capolavoro scritto da Giorgio Scerbanenco nei tardi anni ’60. Donatella - Donatella Berzaghi - è la sventurata protagonista che scompare: bionda gigantessa bellissima nel corpo, bambina di 10 anni nella mente, innocentemente ma pericolosamente ninfomane nel comportamento, pupilla adorata e unica ragione di vita del suo papà vedovo, lei gioca ancora con le bambole. Proprio le sue bambole e tutti quei personaggi Disney appesi al lampadario che aspettano nella sua linda cameretta un improbabile ritorno, sono per simbolo una delle immagini più tristi di qsto noir dolente, intriso di compassione.

°° i.e. “People from Milan kill on Saturdays”, I really ignore whether the book was officially translated into English

ph: Zavattieri

6 commenti:

Stima Di Danno ha detto...

uh, una delle mie letture estive!

Doll Cult-ure ha detto...

un'altra coincidenza, S!
Ti ritrovi un po' in qsta mia impressione?

emmag ha detto...

letto pochi giorni fa, istigata dai tuoi commenti su Scebarnenco: l'ho però trovato molto schematico nelle caratterizzazioni di alcuni personaggi, un po' appassito.
Un linguaggio desueto che lo colloca in un spazio tempo molto preciso, molto milanese.

In ogni caso si, il lampagario-mobile disneyano rimanda tutto lo strazio della perdita, l'assenza incolmabile.

Doll Cult-ure ha detto...

sì Emma, è un giallo di 40+ anni fa. Adesso si usano altri linguaggi, altri livelli di complessità narrativa, altri ritmi. Io l'ho letto due volte, una a 15 anni e una qst'anno. Le impressioni si sono ripetute vivissime, ma so che c'è molto di soggettivo - anche di milanese. Non so se l'ho detto, ma al tempo avevo persino disegnato da qlche parte il personaggio di Donatella, mi aveva molto colpita.

xanas 0.5 ha detto...

Anche i gialli di Agatha Christie hanno la loro bella età ma personaggi e ambiente risultano vivi e credibili.
Non credo che sia una questione di tempo ma di modo.
Trovo il linguaggio di Scebarnenco in questo romanzo prosa da feuillton. Forse risente del suo lavoro come scrittore di romanzi rosa. Peccato perchè poi alcuni dettagli pieni di forza escono fuori - la figura del padre, davvero mitologica - e viene voglia di dargli una scrollata e togliergli di dosso tutti quei manierismi.

Doll Cult-ure ha detto...

sì Xanas, c'è qualcosa di datato nella prosa. Figurati, in "Venere privata" i ventenni si danno del lei, allora. Ma attribuisco a qsti elementi uno strano fascino. Cmq la suggestione per qsto noir (nel mio caso, almeno) è ancora un'eco forte di quando l'ho letto a 15 anni - un bel po' di anni fa!

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