venerdì 17 giugno 2016

Soap dolls and politics

Election Sunday here in Milan, with second ballot in two days to elect our Mayor. And I bumped into this late nineteenth century electoral gadget: a doll-soap (or soap-doll, in you prefer)! Should I somehow mean that politics is never enough clean? Or that politics makes bubbles?


Domenica di voto a Milano con ballottaggio tra due giorni per la scelta del nuovo sindaco. Io mi sono imbattuta in qsto gadget elettorale fine 800: una bambola-saponetta (o saponetta-bambola, se volete)! Devo forse intendere che la politica non è mai abbastanza pulita? O che fa le bolle?

ph source > The UT Tyler University Archives and Special Collections blog

martedì 14 giugno 2016

The #dollcultural blog is back!


It took an intriguing mail from ARTSY*** to bring me back to the blog. Plus some changes in my life, now allowing more motives to be here, with a kind of manifesto in 3 points.
1. Doll Cult-ure is interstitial: dolls are found even where you don't expect them
2. Doll Cult-ure is no mainstream (if not occasionally), and this reflects the way I am
3. Doll Cult-ure is transversal - it can say "doll" and mean food, art, fashion, design, travel, sensitive issues, entrepreneurship and joy of living.


Ci voleva un'intrigante mail di ARTSY*** per ricondurmi ancora al blog. Più qualche cambiamento di vita, che ora mi dà più motivi per essere qui, con una sorta di manifesto in 3 punti.
1. Doll Cult-ure è interstiziale: le bambole le trovi anche dove non te le aspetti
2. Doll Cult-ure non è mainstream (tranne in rare occasioni), e questo mi riflette per come sono
3. Doll Cult-ure è trasversale - può dire "bambola" e intendere cibo, arte, moda, design, viaggi, temi scomodi, imprenditorialità e gioia di vivere.


*** ARTSY, whose mission is making all the world’s art accessible to anyone, realized that my dollcultural approach is doing something similar. The excuse to contact me was a post I wrote in 2008 (!!!) on a LEGO artist, Nathan Sawaya. Starting from the link below, if you like, use ARTSY for future reference, you too!
https://www.artsy.net/artist/nathan-sawaya
*** ARTSY, la cui missione è rendere accessibile a chiunque tutta l'arte del mondo, ha notato che il mio approccio dollcultural fa qualcosa di simile. La scusa per contattarmi è stato un mio post del 2008 (!!!) su Nathan Sawaya, un artista che lavora col LEGO. Dal link qui sopra, se vi va, usate ARTSY come un riferimento.

ph: Nude_with_parasol_Martin_Munkácsi_1935_dollcultural; Nathan Sawaya Mannequin; a strange doll I photographed at Italian Doll Convention 2015

lunedì 9 giugno 2014

3 #dollcultural tales

When you create something, you tend to tell a private story to yourself first of all.
Or, I tend to meet people who do so.
I have 2 recent case histories: Veronica Menna aka Strawberryjdolls and Nickis Fabbrocile.
For timeline reasons, I'll prepare two separate posts. This one is about 3 of Veronica's hand made OOAK dolls and the related, brief intimate stories she had the courage to share in writing. The original Italian version will be integrally published, English just summarized.
*
Quando crei qualcosa, tendi a raccontarti una storia privata. A te prima che a tutti.
O almeno, a me capita di conoscere persone che fanno così.
Ho due case-histories recenti: Veronica Menna aka Strawberryjdolls e Nickis Fabbrocile.
Per ragioni cronologiche, preparerò due post separati. Qsto qui è dedicato a 3 delle bambole OOAK realizzate a mano da Veronica e alle loro brevi storie intime che lei stessa ha avuto il coraggio di condividere in forma scritta. L'originale in italiano viene pubblicato integralmente, l'inglese solo riassunto.

The Cage, the Doll and the Key


C’era una volta una bambola di carne e ossa, aveva dei sogni e quei sogni, poco per volta, una briciola per volta, le vennero portati via. La carne si trasformò in porcellana e le ossa in molle d’acciaio: La sua volontà, la sua sessualità e la sua libertà svanirono insieme ai sogni. Rinchiusa in una gabbia di parole, di accademismo e di stereotipi non si accorgeva che poco distante dai suoi piedi, sospesa sotto di lei, c’era la speranza. Ora solo lei può liberarsi, basta che guardi…

One fresh and bones, now porcelain, the doll in a cage of conventions doesn't realize that freedom is just under her feet!

Lussuria



Dondola, dondola, giocosa la bambola,
senza lo sguardo né pudore.
Dell’amplesso solo può godere,
assaggia la vita e fa solo rumore.
Non è ingorda, segue l’istinto.
Succinta, nell'abito rosso passione,
dondola, dondola giocosa la bambola,
senza vergogna né inibizione.

A joyful doll on a swing, tasting life without a gaze, a shyness, an inhibition.

Lo scrigno del gioco

Una bambina un giorno prese una bambola dalla scatola, iniziò a giocare e… "OH! Signorina non le ho ancora offerto il tè!" dicendolo versò alla bambola, in una minuscola tazzina immaginaria, un ottimo tè nero. Tutta contenta guardò la piccola bambola nuda ed esclamò: "OH! Signorina vuole sedersi?" e la bambola si accomodò su una comoda seggiola inesistente. Sospirando profondamente la bambina disse: "Ohh, signorina sa che è proprio bellissima? Anche io un giorno sarò come lei e berrò tè nero seduta su una comoda seggiolina!" Una donna un giorno si ricorderà di quando, da bambina, riusciva a far stare il suo futuro tutto in una scatola.

The mute, prefigurative dialogue of a young girl and a doll drinking fine black tea sitting on a chair. 

giovedì 1 maggio 2014

#areyoufun? I'm jealous


Some of my dolls belong, IMO, to those (just imaginary?) creative, young, urban, sensitive, digital, travelling, eclectic sociable people who love going places and experiencing new products and eating new foods maybe sharing online that all. So when they learnt I didn't bring them with me to #areyoufun party in Milan - Toyota #AYGO première, they were very jealous of me. Even more jealous, discovering for instance, an incredible buffet where drinks looked like gelées or lipgloss (I'd say that Ivana Carmen Mottola of #foodhouse had an amazing serving idea) or seeing my autoironic #selfie at the entrance.

Alcune delle mie bambole appartengono, credo, a quel popolo (solo immaginario?) creativo, giovane, urbano, sensibile, digitale, viaggiatore, eclettico, socievole che ama andare in giro e provare nuovi prodotti e mangiare nuovi cibi condividendo magari il tutto online. Così, quando hanno scoperto che non le ho portate con me al party #areyoufun a Milano per l'anteprima della Toyota #AYGO, sono state molto gelose di me. Ancor più gelose nello scoprire, per esempio, un incredibile buffet dove i drink apparivano sotto l'aspetto di gelées o lucidalabbra (direi che Ivana Carmen Mottola di #foodhouse ha avuto una stupefacente idea per servirli) e nel vedere il mio autoironico #selfie all'ingresso.



sabato 5 aprile 2014

A Neapolitan Limbo

Every time a friend of mine, being in Naples, sends/takes for me a pic of the famous doll hospital, I feel privileged beacuse of such sign of affection. Dolls and limbs and toys waiting in the limbo of that showcase is something moving.


Ogni volta che un amico/a, trovandosi a Napoli, mi manda/scatta apposta per me un'immagine del famoso ospedale delle bambole, mi sento privilegiata per tanto segno di affetto. Vedere bambole e membra e giochi in attesa nel limbo di qlla vetrina è qlcosa di commovente.

Thx Biancalisa!

martedì 25 marzo 2014

McQueen’s McDoll McAd

Fashion advertising recognizes the power of dolls - even that fetish, the woodoo, the suggestive, the mischievous, the evocative, the archaic power of dolls. It is the case with Steven Klein’s shooting for Alexander McQueen s/s 2014 campaign, with a OOAK doll perfectly doubling and almost obfuscating Kate Moss’ unmistakable features. Will McQueen’s McDoll in a (memorable) McAd open a thread of similarly conceived images? 
La pubblicità di moda riconosce il potere delle bambole – anche quel potere bambolare fetish, woodoo, sessualmente allusivo, pestifero, evocativo, arcaico. È esattamente il caso degli scatti per la campagna P/E 2014 di Steven Klein per Alexander McQueen, con una bambola OOAK che duplica alla perfezione, e quasi oscura, i pur inconfondibili connotati di Kate Moss. Non è che la (memorabile) McCampagna con la McDoll di McQueen andrà ad aprire un nuovo filone di immagini concepite a qsta maniera? 

domenica 23 marzo 2014

Dolls attending events: #snellobb04


A series of 4 cooking competitions under the Snello Blind Box label involved me as a professional in the last months. But never could I leave home without a doll. The contestants, my business partners and colleagues, the official photographer, many of the attendants were waiting for a doll at the entrance: Momoko (without knowing WTF doll she was, sincerely) or my everstarring Theo-doll as important guests (or party animals?) 



 
Una serie di 4 gare di cucinacontraddistinte dal nome Snello Blind Box mi ha coinvolto per lavoro negli ultimi mesi. Ma nemmeno una volta ho potuto lasciare casa senza una bambola. Concorrenti, soci e colleghi, fotografo ufficiale, molti dei partecipanti si aspettavano una bambola all'ingresso: Momoko (senza sapere che bambola fosse, devo essere sincera) o il mio sempre-protagonista Theo-doll nelle vesti di ospiti di riguardo (o di animali da party?)

 

ph Sergione Infuso

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