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lunedì 9 giugno 2014

3 #dollcultural tales

When you create something, you tend to tell a private story to yourself first of all.
Or, I tend to meet people who do so.
I have 2 recent case histories: Veronica Menna aka Strawberryjdolls and Nickis Fabbrocile.
For timeline reasons, I'll prepare two separate posts. This one is about 3 of Veronica's hand made OOAK dolls and the related, brief intimate stories she had the courage to share in writing. The original Italian version will be integrally published, English just summarized.
*
Quando crei qualcosa, tendi a raccontarti una storia privata. A te prima che a tutti.
O almeno, a me capita di conoscere persone che fanno così.
Ho due case-histories recenti: Veronica Menna aka Strawberryjdolls e Nickis Fabbrocile.
Per ragioni cronologiche, preparerò due post separati. Qsto qui è dedicato a 3 delle bambole OOAK realizzate a mano da Veronica e alle loro brevi storie intime che lei stessa ha avuto il coraggio di condividere in forma scritta. L'originale in italiano viene pubblicato integralmente, l'inglese solo riassunto.

The Cage, the Doll and the Key


C’era una volta una bambola di carne e ossa, aveva dei sogni e quei sogni, poco per volta, una briciola per volta, le vennero portati via. La carne si trasformò in porcellana e le ossa in molle d’acciaio: La sua volontà, la sua sessualità e la sua libertà svanirono insieme ai sogni. Rinchiusa in una gabbia di parole, di accademismo e di stereotipi non si accorgeva che poco distante dai suoi piedi, sospesa sotto di lei, c’era la speranza. Ora solo lei può liberarsi, basta che guardi…

One fresh and bones, now porcelain, the doll in a cage of conventions doesn't realize that freedom is just under her feet!

Lussuria



Dondola, dondola, giocosa la bambola,
senza lo sguardo né pudore.
Dell’amplesso solo può godere,
assaggia la vita e fa solo rumore.
Non è ingorda, segue l’istinto.
Succinta, nell'abito rosso passione,
dondola, dondola giocosa la bambola,
senza vergogna né inibizione.

A joyful doll on a swing, tasting life without a gaze, a shyness, an inhibition.

Lo scrigno del gioco

Una bambina un giorno prese una bambola dalla scatola, iniziò a giocare e… "OH! Signorina non le ho ancora offerto il tè!" dicendolo versò alla bambola, in una minuscola tazzina immaginaria, un ottimo tè nero. Tutta contenta guardò la piccola bambola nuda ed esclamò: "OH! Signorina vuole sedersi?" e la bambola si accomodò su una comoda seggiola inesistente. Sospirando profondamente la bambina disse: "Ohh, signorina sa che è proprio bellissima? Anche io un giorno sarò come lei e berrò tè nero seduta su una comoda seggiolina!" Una donna un giorno si ricorderà di quando, da bambina, riusciva a far stare il suo futuro tutto in una scatola.

The mute, prefigurative dialogue of a young girl and a doll drinking fine black tea sitting on a chair. 

domenica 5 gennaio 2014

ADOLLrable 2014, maybe

After a long #dollcultural silence, only occasionally interrupted by short posts here and at least nourished by a more interactive activity on facebook and an even more intense real life, a few bits and pieces from the past year, trying to imagine an aDOLLrable 2014, too. I commit myself to other dollcultural explorations in doll-contiguous realms.


An architectural OOAK doll house. This one, by Adjaye Associated, in collaboration with Base Models and the artist Chris Ofili, is the most doll-housish of all. It's part of a charity auction to raise funds for KIDS, an association supporting disabled children and their families. The other projects were, in my opinion, mostly too self-referential to the architect's mood - not attractive, not usable, not made for play. More in this gallery.



The eternal idea of double, Doppelgänger, mini-me, finds now a new name in "selfie". And OK, dolls can be selfies. Some of them are statuettes, some are BJDs, and incredible looalike of their human original. Would you immortalize yourself or a beloved one in a doll? Or are you allergic to fetishes? 


Leaving lookalikeness apart, there is something extremely languid and introspective in certain OOAK dolls, possibly not made for play - or who said it, who knows? This is the case with my articulated resin doll by Veronica Menna aka Strawberryjdolls. When you hold her in your hands, you would say she's made with little, lovely bones.
 *
Dopo un lungo silenzio #dollculturale, solo occasionalmente interrotto da brevi post qui sul blog, e almeno alimentato da un più interattivo movimento su facebook e da una vita reale ancora più intensa, ecco qualche spizzico e boccone dell'anno passato, mentre provo ad immaginarmi un aDOLLrabile 2014. Nel nuovo anno mi propongo altre esplorazioni #dollcultural in regni doll-contigui.


Casa di bambola OOAK d'architetto. Quella all'inizio del post, di by Adjaye Associated, in collaborazione con Base Models e con l'artista Chris Ofili,è la più casa-di-bambolesca di tutte. Fa parte di un'asta benefica per raccogliere fondi a favore di KIDS, associazione che aiuta materialmente dei bambini disabili e le loro famiglie. Gli altri progetti erano, a mio parere, perlopiù troppo autoriferiti al mondo dell'architetto - non attraenti, non usabili, non fatti per giocare. Cmq, ecco molto altro in questa gallery.


L’eterna idea di doppio, sosia, mini-me, trova ora un nuovo nome in "selfie". E vabbè, le bambole possono essere dei selfie. Alcune però sono statuette, altre delle BJD -  incredibilmente somiglianti agli originali umani. Vorreste eternare voi stessi o una persona amata in una bambola? O siete allergici ai feticci?



Lasciando la parte la somiglianza, c’è qlcosa di estremamente languido e introspettivo in certe bambole OOAK, magari neanche create per il gioco – o chi l’ha detto, chissà? –. Vale per la mia bambolina articolata in resina di Veronica Menna. A tenerla in mano, si direbbe fatta di piccoli, amabili ossicini. 

thx * Grazie Moviematica, Carlo Porrini, Veronica Menna and many others


giovedì 12 dicembre 2013

The doll life of Veronica


Veronica Menna and her totally handmade BJDs, I've already written about her: check this blog on June 16 in 2012. Now she has just been awarded a prize in Milan - V ConCorso Buenos Aires - and this evening her dolls will meet a new audience in Corso Buenos Aires Open Art Gallery. I wrote her catalogue presentation. I'm proud of this - young, not-ordinary, so sensitive - dollcultural creator.


Veronica Menna e le sue BJD completamente fatte a mano. Di lei ho già scritto, andate a  vedere il post del 16 giugno 2012. Ora ha appena vinto un riconoscimento qui a Milano - al V ConCorso Buenos Aires - e stasera le sue bambole incontreranno un nuovo pubblico, presso la Open Art Gallery. Ho scritto la sua presentazione per il catalogo. Sono orgogliosa di qsta creatrice dollculturale - giovane, non banale, così sensibile.

COMUNICATO STAMPA



MOSTRA DEGLI ARTISTI FINALISTI




V° CON/CORSO BUENOS AIRES
 
 
MOSTRA A CURA DI
ALEXANDRA MATVEEVA
 
 
INAUGURAZIONE
05.12.2013

ORE 18.30
 
 
05.12.2013 – 05.03.2014
COMUNICATO STAMPA
Giovedì 5 dicembre 2013 alle ore 18:30 la galleria Open Art Milano inaugura la mostra collettiva dei 23 finalisti della quinta edizione del ConCorso Buenos Aires, curata da Alexandra Matveeva. Gli artisti appartengono a diverse discipline: pittura, scultura, grafica e fotografia/digital art. Quest’anno oltre agli artisti italiani, siamo lieti di presentare alcuni artisti stranieri, promuovendo e valorizzando così l’arte emergente nazionale ed internazionale.


Gli artisti sono:
MARTINEZ YIANIDY, MICALE ROCCO, PIAZZANI MARZIA, MENNA VERONICA, PATALOCCHI EMILIO, BONAZZI STEFANO, RATTI "RATZO" DAVIDE, MARCHI PAOLA, FISICARO LORENA, QUALTIERI REMO, CIVARDI ANNA PAOLA, CATTANI MARTA, CLEMENTE PASQUALE, PAOLINI ANNA, SANGALLI PAOLO, DAL CORSO FRANCESCA, PAPADIMOU MARIA, LIONETTI DAVIDE, MARCONATO GIANLUCA, DI LORENZO GIORGIA, LESTINI SARA, GROSSO EUGENIO, CELLA ANTONIO
 
 
Durante l’happening ci sarà la performance dell’artista armena Liana Ghukasyan e verrà realizzato un video della serata, che in seguito sarà visibile sul sito della galleria.

La mostra è ad ingresso gratuito e proseguirà fino al 5 marzo 2014.
Corso Buenos Aires,77 – Milano MI – Tel: 02.36525173 – info@openartmilano.it-www.openartmilano.it Da Lunedì a Sabato dalle 10:00 alle 19:00  

sabato 16 giugno 2012

Strawberryjdolls, IDC surprise


Coming to it with guilty delay. The second Italian Doll Convention (friends say IDC) has been a success and a doll collector’s paradise, covering all possible kinds and eras of fashion dolls. But the most surprising new entry has been IMO a little series of handmade fragile BJDs called Strawberryjdolls and designed, crafted, painted and dressed by Veronica Menna, young doll artist with a fine arts background. Moulded in majolica or in resin, round head, stylized features finished with touches of paint, long and idol-like body with an unexpectedly curvy derrière, thin arms and legs, these dolls wear wigs and simple dresses in a vaguely 30s-40s mood. But their uniqueness is in being sexy without being suggestive. They have a future in seducing very discriminating collectors. And, I wonder, they must have a secret - or the secret is never revealing too much.


Ci arrivo con colpevole ritardo. La seconda Italian Doll Convention (per gli amici, IDC) è stata un successo e un paradiso del doll collector, che copriva tutti i generi e le epoche di fashion dolls. Ma la new entry secondo me più sorprendente è stata una piccola serie di fragili BJD fatte a mano chiamate Strawberryjdolls progettate, realizzate, dipinte e vestite da Veronica Menna, giovane dol artist con formazione di Belle Arti. Modellate in maiolica o in resina, teste rotonde, tratti stilizzati rifiniti da tocchi di colore, corpo allungato da idoletto con un inaspettato derrière pienotto, braccia e gambe sottili, queste bambole indossano parrucche e vestiti semplici vagamente anni ’30-40. Ma la loro unicità sta nell’essere sexy senza essere sfacciate. Hanno un futuro nel sedurre collezionisti molto esigenti. E, mi chiedo, devono avere un segreto - o il segreto è mai rivelare troppo.

domenica 5 febbraio 2012

Fragile fretwork



Fragile bodies, finely fretworked. A skin which is whiter than… - no, not “whiter than snow”, this is not a psalm, it’s a dollcultural post. So, a skin, I said, which is as white and translucent as an eggshell with a doleful expression. These BJD dolls are much in a Marina-Bychkovian mood, and show a penchant for hyperdecoration. They are known as Angel Egg dolls. Their signature element is the fine fretwork, which goes beyond any makeover or tattoo. Being reminiscent of those floral motives carved on a leute sounding board, such fretwork underlines the feeling of a a disquieting dissonance brought in by these dolls.


Fragili corpi, finemente traforati. Una pelle che è più bianca… - no, non “più bianca della neve”, qsto non è un salmo, è un post dollculturale. Allora, una pelle, dicevo, che è bianca e traslucida un guscio d'uovo, con l’aggiunta di un’espressione dolente. Queste bambole BJD sono parecchio in mood Marina-Bychkoviano e mostrano un penchant per l’iperdecorazione. Sono note col nome di Angel Egg dolls. Il loro elemento-marchio è il fine traforo, che va oltre qualsiasi ritocco estetico o tatuaggio. Dal momento che ricordano quei motivi floreali intagliati nella cassa armonica di un un liuto, il traforo sottolinea la sensazione di inquietante dissonanza portata da qste bambole.

THX Susanna B.M.!

more of these very particular BJDs, here.

mercoledì 10 agosto 2011

Waiting for MeringONE 05


A gothic meringue? I think something more. There’s a blend of gloomy and fashionable in this outfit and OOAK hand-made BJD by a Lithuanian artist named Dorote aka Tireless Artist. Most of all, I was impressed by the headpiece which is fiery and chilling at the same time, very graphical and probably inspired from some literary or visionary hell. A super-headpiece might by paradox make the meringuish essence of your doll in the MeringONE contest (rules and regolations at page bottom).

Check Dorote’s BJD tutorials
*
Una Meringa gotica? Qualcosa di più, penso. C’è un misto di cupo e di fashionable in qsto insieme e in qsta BJD OOAK fatta a mano da un’artista lituana chiamata Dorote aka Tireless Artist. L’acconciatura, o headpiece se preferite, mi ha colpita: di fuoco e di gelo al tempo stesso, molto grafica e probabilmente ispirata a qlche inferno letterario o visionario. Un super-headpiece del genere potrebbe paradossalmente essere l’essenza meringàtica della vs doll nel contest MeringONE (regolamento a fondo pagina).

V. i tutorial di Dorote sulle BJD

ph flickr/tireless artist
+ > her website

mercoledì 3 agosto 2011

A doll’s skeleton


This is somehow a very educational “How is it done?” for doll collectors, speaking neither about plastic bones or rubber bands. Under a smooth contemporary doll body, there must be something else. Please look at the pic: this highly designed “inner body” is what makes a BJD so poseable - and so expensive. And how would you define the hidden structure of a an articulated doll, engineering and guaranteeing the maximum of agility? Skeleton? OK, we tend to humanize everything, but I don’t see smart synonyms. As I’m very interested in reflecting on the body of the dolls in this period, this post must be seen in a wider reflexion framework.


Questo è una specie di “Come fanno?” molto educativo per doll collectors, che non parla né di ossa in plastica né di elastici di gomma. Sotto un levigato corpo di bambola contemporanea, dev’esserci qualcos’altro. Prego, guardate la foto: questo “corpo interno” di gran design è ciò che rende una BJD così posabile – e pure così cara. E come definireste la struttura nascosta di una bambola articolata, capace di ingegnerizzare e di garantire il massimo di agilità? Scheletro? OK, tendiamo ad umanizzare tutto, ma non vedo sinonimi astuti. E siccome sono molto interessata al corpo delle bambole in qsto periodo, qsto post va visto in una cornice di riflessioni più ampia.

ph flickr/mitsuki-chan

mercoledì 24 novembre 2010

Say NINGYŌ, you’ll evoke dolls


Evocative, impressive, introspective. NINGYŌ is the first act of a thematic exhibition in Turin, and it’s all about traditional Japanese dolls. This is the occasion for you to be face-to-face with those imperturbable, fine dolls – something among toy, statuette, porte-bonheur, souvenir, idol, inheritance. They preceed all current Asian cult BJDs and fashion dolls like Momoko; such contemporary dolls, so much sought after by collectors, owe to these originals their feeling of mystery and kindness, their formal perfection as well.

NINGYŌ – Bambole dal Giappone (i.e. “Dolls from Japan) features unique dolls. You’ll meet - and learn about - NŌ NINGYŌ recalling theatre actors; KOKESHI simple wooden cylindrical gift-dolls; KIMEKOMI, dressed and painted often holding tiny toys; HAKATA - dolls or statuettes?; GOSHŌ, merry and rounded, and ISHŌ, ultradetailed, hieratic and fashionable costume dolls; HINA NINGYŌ, the ritual dolls protagonists of HINA MATSURI – girls’ DAY.

3 suggestions for the visitor: 1) pls view the video showing the making of a doll. You’ll understand the essence of a NINGYŌ (“NING” = man and “GYŌ” = “shape” in Japanese). I was astonished when seeing how eyes are carved our from the doll’s blank face.
2) Once you have toured the exhibition, tour it again to capture more beauty in more detail, including the beauty of the noble palace Barolo of the very Turin, hosting the exhibition
3) Browse and buy the catalog. It’s a wonderful edition by cultural association Yoshin Ryu, inventor and designer of this event: you’ll enjoy fantastic pics and an enriching, deep, bilingual ITA/ENG text.

*
Evocativa, impressionante, introspettiva. NINGYŌ è il primo atto di una mostra tematica a Torino, tutta dedicata alle bambole giapponesi della tradizione. È l’occasione per trovarsi di fronte ad imperturbabili finissime bambole – oggetti la cui natura comprende giocattolo, statuina, portafortuna, souvenir, idolo, eredità. Queste precedono tutte le attuali asiatiche di culto come le BJD o fashion dolls tipo Momoko; tali bambole contemporanee, così ricercate dai collezionisti, devono a qste bambole originali il loro senso di mistero e di gentilezza, e altresì la loro perfezione formale.

NINGYŌ – Bambole dal Giappone, presenta bambole uniche. Si può dunque vedere da vicino e conoscere le NŌ NINGYŌ, che riprendono gli attori del teatro; le KOKESHI, semplici bambole-dono cilindriche di legno; le KIMEKOMI, vestite e dipinte, spesso con in mano mini giocattoli; le HAKATA – bambole o statuette?; le GOSHO, allegre e tondeggianti e le ISHŌ, ultradettagliate, ieratiche e affascinanti bambole in costume; le HINA NINGYŌ, protagoniste rituali di HINA MATSURI – la Festa delle Bambine.

3 suggerimenti per il visitatore:
1) Guardare il video iniziale che mostra come si fa una bambola, per capire l’essenza di una NINGYŌ (“NING” = “uomo” e “GYŌ” = “forma” in giapponese). Io sono rimasta basita vedendo intagliare gli occhi dalla faccia bianca.
2) Una volta fatto il giro della mostra, rifarlo – per catturare più bellezza in maggiore dettaglio, compresa qlla del nobile palazzo Barolo dell’autentica Torino, sede della mostra
3) Sfogliare e comprare il catalogo. È un’edizione stupenda curata da Yoshin Ryu, realtà culturale che ha progettato l’evento: fantastiche immagini e testi colti, ricchi e bilingui in italiano e in inglese.


STAY TUNED! Next year’s event will be about mechanical, contemporary and future Japanese dolls * NB! L’evento del prox anno avrà per oggetto le bambole giapponesi meccaniche, contemporanee e del futuro.

domenica 21 novembre 2010

BJ…Degrees of separation


Despite the fact I’m not very much in BJDs (= ball-jointed dolls), I like to share with you this case, drawn to my attention by one of my most propositive blog-readers (thx, Julie!): Rozen Maiden, a manga where protagonists are BJDs and some humans, in a very Japanese plot featuring Jun, an hikikomori boy (= self-segregated person), his sister Nori and their adventures, bringing Jun back to a normal life again. Dolls usually derive from fantasy characters or human celebrities. Here the BJD manga have instead generated themselves as collectible BJDs - lots of. In a “degrees of separation” framework, very close is then the relationship among the doll as a character in the narrative series, the doll as a collectible item in real life, the creators of both, and the collectors’ community who’s probably manga and doll addicted.
*
Anche se non mi occupo molto di BJD (ball-jointed dolls, le bambole articolate con giunti sferici), vorrei condividere con voi qsto caso, segnalatomi da una delle più propositive lettrici del presente blog (grazie, Julie!): Rozen Maiden, un manga che ha per protagoniste delle bambole BJD e alcuni umani, in una trama molto jap che vede Jun, un ragazzo hikikomori (auto-segregato in casa), sua sorella Nori e le loro avventure, che riporteranno Jun ad una vita normale. Di solito le bambole derivano da personaggi di fantasia o da celebrità in carne ed ossa. Qui invece le bambole BJD del manga hanno generato se stesse come bambole da collezione – tante, di tanti tipi. Volendo dunque parlare di “gradi di separazione”, molto stretta è la relazione che intercorre tra la bambola come personaggio della serie narrativa, la bambola come oggetto da collezione nella vita reale, i creatori di entrambe, e la community dei collezionisti probabilmente fanatici sia di manga che di bambole.

giovedì 10 giugno 2010

Before it crumbles


Visit, if in Berlin, Marina Bychkova dolls ehibition. These purposely overexposed bodies are very evocative of our human, not only doll-related, fragility. No ostentation - rather sthg more intimate and sad.
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Visitate, se siete a Berlino, la mostra delle bambole di Marina Bychkova. Questi corpi studiatamente sovraesposti evocano molto la fragilità ns umana, altro che qlla delle bambole. Non c'è ostentazione, ma qlcosa di più intimo e dolente.

lunedì 5 aprile 2010

Articulatory exercise


The extreme articulation of this BJD doll seems to me a body explosion just frozen a moment before total laceration. A CAD design still floating on the pc screen. A sort of exoskeleton or pre-armour for a galactic battle. A poseability exercise ended in selfreferential contemplation. A fragile non-doll.
*
L’estrema articolazione di questa bambola BJD mi sembra l’esplosione di un corpo congelata un attimo prima della lacerazione totale. Un disegno CAD che ancora fluttua nello schermo del pc. Una specie di esoscheletro o pre-armatura per una battaglia galattica. Un esercizio di posabilità terminato in contemplazione autoreferenziale. Una fragile non-bambola.


The 1/6 scale Safbit (Special Full Action Body Type) is made up from 206 parts and has 80 joints to enable accurate human poses.
*
Il modello in scala 1/6 detto Safbit (Special Full Action Body Type) è fatto di 206 parti e ha 80 giunti per consentire pose umane corrette.


(Thx Pam)

domenica 7 febbraio 2010

Avatar x Avatar


A doll - or action figure - play the avatar of an avatar, under the current circumstances. And here it’s a serially produced gadget. But I’d love to see some artists making a OOAK Na’vi BJD. Volunteers?
*
Una bambola – o action figure – fa da avatar di un avatar nelle attuali circostanze. È qui è un gadget, produzione di serie. Mi piacerebbe però vedere qlche artista realizzare una BJD Na’vi OOAK. Volontari?

sabato 2 gennaio 2010

Good Dollcultural Year Start

... this is astonishing, blushing, good wishing and entirely made by Clara Fornari, versatile doll artist who doesn't please those pin-up dolls as usual.
*
... qsta sbalordisce, arrossisce, è di buon augurio ed è stata interamente realizzata da Clara Fornari, versatile doll artist che non compiace le solite bambole veline.

lunedì 20 luglio 2009

"B the #1" Calenzano (FI) 29 Novembre 2009

B come Barbie, ma anche B come l’imperativo “Be!”
E quindi, “Barbie la #1”, o meglio ancora “Sii la #1”.
A chiusura del 50° anniversario di Barbie,
torniamo alla prima della serie, stando sopra le righe.


Appuntamento alla 12^ National Doll Convention
di Doll Collectors’ Club Italia a Calenzano (FI)
il 29/11/2009 quest’anno nel ricordo di Mauro Agnolini,
primo presidente del club.


Pallida, sopracciglia ad angolo, palpebre truccate, coda di cavallo tiratissima, costumino a righe b/n, piedi bucati. Sì, bucati, per il piedistallo. La Barbie #1 non era affatto una fatina rosa. Ma forse non tutti lo sanno, perché una vera Barbie #1 è piuttosto rara da vedere.

Ora Doll Collectors’ Club Italia lancia una sfida quasi dissacrante a creativi e talentuosi: rifare la Barbie #1, ma usando qualsiasi altra bambola vestita a righe b/n. E vinca la migliore.

“B the #1” è un contest, un concorso creativo pubblico, con intorno una Borsa Scambio tra le più amate e battute da amanti, intenditori e curiosi di fashion dolls, le bambole con vestiti e accessori. Perché… oltre alla Barbie c’è altro. A Calenzano ci sono Blythe, Fashion Royalty, Momoko, Susie, Misaki, le Furga di ieri e le BJD (ball jointed dolls) asiatiche di oggi e un’infinità di OOAK (= One Of A Kind), le bambole create in un unico esemplare. Per tutti i gusti, per tutti i prezzi, per beneficenza.

Doll Collectors’ Club Italia, che ogni anno a Calenzano propone un tema, è un club indipendente dalle case produttrici. Aggrega collezionisti e appassionati convinti che la bambola non sia solo un pezzo di vinile, un’icona delle mode o un feticcio, ma una testimone di mutamenti e una portatrice di memorie.

Presidente attuale del club è Antonio Russo, medico napoletano e collezionista di rarità e bambole vintage, ma soprattutto instancabile divulgatore – anche in TV. La sua passione è condivisa da un universo composito e vivace di uomini e donne di ogni età e professione. Molti collezionisti sono infatti anche blogger, hanno siti web, creano iniziative editoriali e artistiche e animano community.

Doll Collectors’ Club Italia – nato nel 1995 come Barbie® Collectors’ Club Italia, oltre alla convention promuove la cultura delle fashion dolls attraverso meeting sociali, mercatini, internet, iniziative di beneficenza, e soprattutto pubblica ogni 3 mesi l’unica newsletter in italiano specializzata su Barbie® e le fashion dolls – a cura di Daniela Ferrando. La newsletter non è in vendita ma è un privilegio dei soci.

NB: 29 novembre 2009 a “B the #1” c/o Borsa Scambio del Giocattolo,
organizzata da Agostino Barlacchi all’Hotel Delta Florence, Calenzano, FI
infoline: Daniela Ferrando
- df(at)danielaferrando.com
(logo artwork: Emma Gilardi)

martedì 11 novembre 2008

Morbid Antoinette

Je ne connais pas la poupée/I don’t know the doll, but I recognize the superb mise-en-scène. Something morbid or mysterious or meticulous is surrounding most BJDs. I guess something connected with their extreme, docile poseability.
*
Je ne connais pas la poupée/non conosco la bambola, ma riconosco la superba mise-en-scène. Qualcosa di morboso, misterioso o meticoloso circonda la maggior parte delle BJD. Mi sa di qualcosa connesso con la loro estrema, docile posabilità.

+ > http://myonlychild.deviantart.com/gallery/ , reported by * segnalata da Azzurra

sabato 25 ottobre 2008

Fragile


Tactile, textile, full of style. Between vegetal and sculpted world, between fabric and leaves veining or natural silk cocoon. When I first saw these 2 corsets moulded by fashion designer and artist Christian Caterino, I imagined a bride, or a fairy, or an alien creature, or a fragile, life-size BJD like Marina Bychkova’s all dolled up. (s. also October 8th post)
*
Tattile, tessile, pieno di stile. A metà tra mondo vegetale e mondo scolpito, tra tessuto e nervature di foglie o bozzolo naturale di filo di seta. Non appena ho visto questi 2 corsetti creati dallo stilista e artista Christian Caterino, ho immaginato una sposa, o una fata, una creatura aliena o ancora una fragile BJD in scala 1:1, come qlle di Marina Bychkova, vestita a festa. (v. anche post dell'8 Ottobre)

Image courtesy of * per gentile concessione di: ellecistudio press office
These works are currently exhibited in Como * Questi pezzi sono attualmente in mostra a Como
+ > Matrix Natura: http://www.miniartextil.it/detail.php?id=21&oid=52&act=gallerie

domenica 12 ottobre 2008

Hybridolls






I don’t like all what I see and don’t believe it’s always for a good cause but profit… however I’m interested, and registering. Hybridating doll and animal features is a quite old concept with many contemporary developments (just think of all those cartoon and comics characters and merchandising!) reinforced by a more ancestral and powerful penchant for hybrid idols, e.g. in the myth as in many religions. Back to us today, pls take a look at Svjetlan Junakovic's “Sheep with a pearl earring” compared with the same subject in Blythe version; or Ray Caesar’s dollish creature in a painting and those PIPOS (Korean Ball-Jointed Dolls aka BJDs) with kitten head or marine-cat with siren tail! I’ll finish with a fashion dummy to epitomize the topic: doll, animal, fashion, profit, idol.
*
Non mi piace tutto qllo che vedo, né credo che appaia tutto per una buona causa che non sia il profitto… e però sono interessata, quindi registro. Creare ibridi bambola-animale è un vecchio concept con molte derive contemporanee (basti pensare a tutti quei personaggi di cartoni e fumetti e al relativo merchandising!) rafforzato da un sentimento più ancestrale e potente che ci predispone ad idoli ibridi, come nel mito e in molte religioni. Tornando a noi oggi, guardatevi la “Pecora con l’orecchino di perla” di Svjetlan Junakovic confrontata con lo stesso soggetto in versione Blythe; o la bamboloide creatura dipinta da Ray Caesar e le PIPOS (Ball-Jointed Dolls coreane, cioè bamboline articolate, ovvero BJD) con testa di gattina o il gatto marino con coda di sirena! Finirò con un manichino utile a riassumere l’argomento: bambola, animale, moda, profitto, idolo.

venerdì 18 aprile 2008

Sitting doll






No, not a doll chair. A doll could love it, however. This one is human-scaled and recalls a Panton model, yes, and featuring sensual, perfectly feminine shapes. “Her” designed by archistar Fabio Novembre, makes me wonder whether a prototype version in 1:6 scale could fit, say, a discriminating Momoko or another BJD, able to sit agile and properly. ;-)

*

No, non una sedia per bambole. Ma una bambola potrebbe amarla. Questa è per umani e ricorda il modello Panton, sì, e con forme sensuali, perfettamente femminili. “Her” ideata dall’archistar Fabio Novembre, mi fa chiedere se non esista un prototipo in scala 1:6 adatto, diciamo, ad una esigente Momoko o altra bambola articolata (BJD), capace di sedere agile e composta. ;-)

venerdì 4 aprile 2008

Seamless AND Jointed






The seamless beauty of a pin-up statue (or giant fashion doll?), wonderful trouvaille in 50s look, seen at Can-Can Paris à Milan - ph Alberto Costabello. COMPARED WITH the jointed beauty of an articulated, truly poseable doll… notice her feet! seen on flickr – ph Mr Ku. Both are evocative. I don’t have to choose whether I prefer smooth or discontinuous, seamless or assembled. Beauty has many ways to be.
*
La bellezza uniforme di una statua pin-up (o bambolona?), magnifica trouvaille dal look anni ’50, vista da Can-Can Paris à Milan - ph Alberto Costabello. A CONFRONTO CON la bellezza ricca di giunture di una bambola articolata, davvero molto posabile, notate i piedi! vista su flickr - foto di Mr Ku. Entrambe sono suggestive. Non devo mica scegliere se preferisco il liscio o il discontinuo, il tutto uniforme o il tutto assemblato. La bellezza ha molti modi di essere tale.

lunedì 9 luglio 2007

Bellmer’s belles


How could I forget them so far? I suppose they were just sedimented somewhere in my mind, the images of Hans Bellmer’s work, I mean, who investigated with an engineeristic perversity the morbid, dark sides of his very OOAK giant BJDs (ball jointed dolls) – and not nowadays, but in the 30s!
*
Come ho fatto a dimenticarmene finora? Forse erano solo sedimentate nella mia testa da qlche parte, le immagini del lavoro di Hans Bellmer, che con ingegneristica perversità ha indagato sui lati morbosi, oscuri delle sue, molto sue, BJD (ball jointed dolls) OOAK – e non adesso, negli anni ’30!
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