Visualizzazione post con etichetta vintage Barbie. Mostra tutti i post
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giovedì 1 agosto 2013

A doll not a doll


A vintage Barbie has never been so sexy, allusive, elusive. So blurred and understated.
Please check this wonderful series of doll faces and bodies portrayed by Larry Torno.
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Una Barbie vintage non è mai stata tanto sexy, allusiva, elusiva. Così sfocata e sottintesa. Date un'occhiata a qsta meravigliosa serie di volti e corpi di bambole ritratti da Larry Torno.

Thx again, Maiter!

martedì 1 novembre 2011

The topos of black


Vintage trio. Mourning trio? I don’t know, although this black dress code could mean anything. It’s the topos of black. However, the three (dolls) are silent, don’t ask questions and look more respectful than most of the fashion-noisy and socialite-skueaky images out there.
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Trio vintage. Trio in lutto? Non so, sebbene questo questo dress code in nero possa significare qualunque cosa. È il topos del nero. Tuttavia le tre (bambole) tacciono, non fanno domande e in qualche modo hanno l’aria più rispettosa di tante immagini fashion-clangorose e socialite-bercianti là fuori.

ph Quvani/flickr all rights etc etc

mercoledì 17 agosto 2011

Even tousled, a true lady


This is a #3 Barbie doll. A wonderful sample of blonde #3 Barbie doll, perfect in her paleness, colourwise enhanced I don't know. No, she’s not having a bad hair day. She probably came out of some box or parcel just like this. But a true lady doesn’t care. “Never complain, never explain.”
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Qsta è una Barbie #3. Un meraviglioso esempio di Barbie #3 bionda, perfetta nel suo pallore, ritoccata non so. No, non ha avuto una giornata no per i capelli. Probabilmente è uscita così da qlche scatola o pacco postale. Ma una vera signora non ci fa caso. “Mai reclamare, mai spiegare.”

(C) All rights reserved by La Dee Dolly (flickr)

martedì 5 luglio 2011

Being friends


Each doll pictured in the pic above belongs to, and represents, a different collector friend and one is mine (actually, the friends involved would ideally be well more than four!), but this is not the point. The point is the spirit, the knowing gesture, spending time together, building and seizing this happy moment (despite all).
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Ognuna delle bambole nella foto sopra è di, e simboleggia un diverso amico amico/a collezionista e una è mia (in realtà, gli amici coinvolti sarebbero idealmente ben più di quattro! ), ma non è qsto il punto. Il punto è lo spirito, il gesto complice, trascorrere del tempo insieme, costruire e cogliere qsto attimo felice (nonostante tutto).

ph borgia64

giovedì 26 maggio 2011

Flirty eye


We all know how much a darting glance can be dangerous! Even more dangerous when the repaint in very knowing about this seduction trick. This is a Barbie Ballerina head on a Model Muse body in vintage Formal Occasion dress, vintage Fashion Queen Barbie wig. Total repaint by Marco Banfi.
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Sappiamo tutti quanto può essere pericoloso uno sguardo dardeggiante! Ancor più pericoloso quando il repaint è parecchio consapevole di qsto trucco di seduzione. Ecco dunque una testa di Barbie Ballerina su un corpo Model Muse. Indossa un vestito vintage Formal Occasion dress, una parrucca vintage Fashion Queen Barbie. Repaint totale di Marco Banfi.

giovedì 21 aprile 2011

Yesterday on RSI


RSI, the Swiss-Italian radio and TV network, aired a special on a special decade, featuring a "Barbie in the 50s" session. Click here and you'll hear me and my radio host Alessandra Marchese talking and investigating and breathing Barbie (sorry, ITALIAN only). It's actually a serious conversation with moments of irony and vintage music too.
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RSI, la radiotelevisione della Svizzera Italiana, ha trasmesso uno speciale su un decennio speciale, inclusa una parte dal titolo "Barbie anni '50". Un click qui, e sentirete me e la "padrona di casa" radiofonica Alessandra Marchese parlare e investigare e respirare Barbie. E' in realtà una conversazione seria con momenti di ironia e di musica vintage.

lunedì 4 aprile 2011

Hidden grace


The kinda perfect twist – or flip or curl, how could you call it? It’s a factory feature - of this hairstyle, so bulky and healthy and well brushed. Its graceful and ageless non-colour. An invisible face (but I know it’s a vintage 1966 American Girl Barbie). Celebrating the non-ostentation, because this is the way I’ll feel.
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Il per così dire perfetto piegarsi – o flip delle punte o ricciolo, come chiamarlo? È una caratteristica di fabbricazione – di questa testa, così voluminosa e sana e ben spazzolata. La grazia di questo non-colore senza età. Un volto invisibile (ma lo so che è una Barbie American Girl vintage del 1966). Si celebra la non-ostentazione, perché è così che mi sentirò.

giovedì 16 dicembre 2010

Shall we doll-dance?


A doll is never tired. Same thing, a robot. Combining the Asian paradigm of a dollyish, smooth beauty and a number of robotic performances on steel legs, Japan's Advanced Industrial Science and Technology created a beautiful dolliful robotiful robotdolldancer prototype named HRP-4C. Just don’t call her “Dancing Doll” if you don’t want to offend Barbie’s vintage outfit bearing the same name. Ages ago, it came with a mini record-player and fake vinyl records.


Una bambola non è mai stanca. Idem un robot. Combinando il paradigma asiatico di una bellezza bambolare e levigata con un buon numero di robotiche performance su gambe d’acciaio, la giapponese Japan's Advanced Industrial Science and Technology ha creato un bellissimo dollissimo robotissimo prototipo bambol-danzante chiamato HRP-4C. Basta non chiamarlo “Dancing Doll” per non offendere l’omonimo vestito vintage di Barbie, venduto col suo mini-giradischi e finti dischi di vinile.


Ph: Yoshikazu Tsuno/AFP/Getty Images

venerdì 19 novembre 2010

Perfect parodies


Beyond being a visual artist, a top-OOAKer and a MOD specialist, Mauro Marchetti aka meandmydolls has an unmistakable spirit in subverting and swapping doll scales, personas and outfits. It takes an uncommon culture, plus irony and humour to do so. The result is unique. Please enjoy this Tutti doll with her small alien friend, perfectly parodying the vintage astronaut Barbie – and we mean 1965 Miss Astronaut, not this year’s repro (not shown here, it's too much everywhere).

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Oltre ad essere un visual artist, un OOAKer e uno specialista dell’epoca MOD, Mauro Marchetti alias meandmydolls ha uno spirito inconfondibile nel sovvertire e scambiare le scale delle bambole, i personaggi, i vestiti. Ci vuole una cultura non comune, più ironia e humour per farlo. Il risultato è unico. Godetevi questa Tutti con piccolo amico alieno, perfetta parodia di Barbie astronauta – Miss Astronaut del 1965, non la repro di qst’anno (che è già dappertutto).

martedì 16 novembre 2010

Suitable scales


S, M, L, or better a downscale to XS, S, M? Sizes don’t count here. These wonderful 50/60s-flavoured images by Shillmans on flickr (pls view his album) capture the multidimensional elegance of vintage dolls, regardless if fake or clones or rétro. No one of these is bigger than 1:6 scale, and yet their composed allure and look can teach something to the contemporary real girls: being polite, being assertive.
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S, M, L, o meglio magari scalare a XS, S, M? Non contano le taglie, qui. Qste stupende immagini dall’aria anni 50/60 create da Shillmans su flickr (guardate il suo album) colgono l’eleganza multidimensionale delle bambole vintage, senza badare che siano false o cloni o rétro. Nessuna di esse supera la scala 1:6, eppure il loro portamento e il look composto possono insegnare qlcosa alle ragazze reali contemporanee: essere educate, essere assertive.

Concept, styling, ph: Elwood Gibsons aka Shillmans

thx, Susanna!

sabato 6 novembre 2010

A primer?


Teens, adults or children? This poster dating back to 1964 makes a good basis for the debated question of the perceived age of the dolls. How old “is” Skipper? 6, like the candles of one of her famous vintage outfits - or older? As a child then a young girl, my Skipper doll has always been as old as me. Even at 13, and she was still so flat (and I wasn’t). How teen are the Barbie, Midge, Ken and Allan making the borders of this illustration? They really look so childish. Is this childish look more consistent with the initial doll concept on Barbie box “The teenage fashion model”, despite her adult body? Is this poster something to reassure good girls’ parents about the non-sexual nature of the game schemes featuring boys and girls? Or, on the contrary, is it a sort of primer for their future sexual and sentimental relationships?
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Teenagers, adulti o bambini? Qsto poster datato 1964 costituisce una buona base per la dibattuta questione dell’età percepita delle bambole. Quanti anni “ha” Skipper? 6, come le candeline della torta di un suo famoso vestitino vintage – o qualcuno di più? La mia Skipper, da bambina e poi da ragazza, ha sempre avuto la mia età. Anche a 13 anni, benché ancora così piatta (lei, io no). Quanto adolescenti sono i vari Barbie, Midge, Ken e Allan ai bordi di qsta illustrazione? Sembrano così infantili. Qsto aspetto infantile è forse più coerente con il doll concept iniziale della scatola di Barbie, ovvero “The teenage fashion model”, pur con quel corpo da adulta? E qsto poster è per rassicurare i genitori delle brave bambine circa la natura non sessuale delle situazioni di gioco con ragazze e ragazzi? O è, al contrario, una specie di abecedario per le loro future relazioni sessual-sentimentali?

Thx Ross! From diepuppenstubensammlerin’s flickr.

domenica 31 ottobre 2010

Feet-ish!


… this is the striking title popped out in my mind when I saw this marvellous photo by collector friend Pamela aka Pamdelo, after asking her a shooting to promote the last silver charms left from “P” collection. P stands for Pietro, a friend who passed away in 2006. He was a goldsmith and a doll collector and personally crafted these pieces in 750 silver, paying homage to vintage Barbies tiny accessories.

To him it has been a divertissement, so he made Barbie’s open toe shoe, Barbie’s signature “B”, Barbie’s first sunglasses, Barbie’s profile, and Barbie’s tiny doll. You can add these charms to a string to make a necklace, to a bracelet, to your mobile phone to recognize it, to yr USB pen (this is exactly what I did), to yr Blythe doll as a pull-string ring (Pamela’s great suggestion) or [INSERT YR FAV]

Please view the complete series here and also here!
And drop me an email if interested. Thanks!
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Qsto è il fulminante titolo che mi è venuto in mente non appena ho visto qsto meraviglioso scatto di Pamela aka Pamdelo, amica (e) collezionista, cui avevo chiesto un servizio fotografico per promuovere gli ultimi ciondoli rimasti della “P collection”. P sta per Pietro, un amico che è mancato nel 2006. Era un orafo e un doll collector e personalmente ha realizzato qsti pezzi in argento 750 per rendere omaggio ai minuscoli accessori delle Barbie vintage.

È stato un divertissement, per lui. Così ha fatto il sandalino aperto (open toe) di Barbie, la “B” del logo originale, i primi occhiali da sole di Barbie, il profilo di Barbie, e la bambolina Barbie di Barbie. Tutti d’argento. Come usare qsti charms? Si possono appendere al loro cordino per farne una collana, ad un braccialetto, al cellulare per riconoscerlo, alla chiavetta USB (che è esattamente qllo che ho fatto io), al posto dell’anello sulla cordicella che muove gli occhi di Blythe, per chi ce l’ha (qsto è il suggerimento di Pamela), or [INSERIRE IDEA]

Prego, guardatevi la serie completa qui e anche qui!
E mandatemi una mail se interessati. Grazie!

martedì 14 settembre 2010

Kinda chorus line


August 1968: this is me and my sister Luisa with dolls and bears and various toys who had the status of Very Important in our life. Please notice an inflatable Susanna Tutta Panna, a couple of Teddy Bears (Pippo & Popi) as well as a couple of classical baby dolls (Monica and Marinabambola), PLUS my famous brunette bubblecut Barbie and Luisa’s blonde TNT Barbie (to us, simply Brunette Barbie and Blonde Barbie), holding a Penny doll (does anybody out there remember them? We had the blonde and the brunette as well) and a big orange plush rabbit, called Peppo. Here posing like a chorus line, our toys were one community despite their different dimensions, look, material, and supposed age!
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Agosto 1968: qste siamo io e mia sorella Luisa con bambole, orsacchiotti e vari giocattoli che godevano dello status di Molto Importante nella ns vita. Da notare una Susanna Tutta Panna gonfiabile, un paio di Teddy Bears (Pippo & Popi) come pure un paio di bambolotti (Monica e Marinabambola), PIU’ la mia famosa brunette bubblecut Barbie e la Barbie blonde TNT della Luisa (per noi, semplicemente Barbie Bruna e Barbie Bionda), con in braccio una Penny (ma qlcuno lì fuori se le ricorda? Noi ne avevamo una bruna e una bionda) e un coniglione di peluche arancione chiamato Peppo. Qui in posa come un corpo di ballo, i ns giochi erano un’unica comunità a dispetto delle differenze di dimensioni, aspetto, materiale ed età presunta!

Pic and scan by papà

martedì 17 agosto 2010

Captatio benevolentiae


This is a double “captatio benevolentiae”, i.e. “reaching after favour”, but also a political-dollcultural connection. Latin apart, pls check Michelle’s dress. The pic dates mid August 2010, in these very days. Doesn’t it look like a savvy homage from the current First Lady to a past First Lady? Check Jackie Kennedy’s look during a State visit to Rajastan in the 60s. Something sober, safe and reassuring – moods we all need - and at the same time, a moderate message to US citizens. And isn’t this also a captatio benevolentiae from me to those vintage collectors so picky with details? Just check Barbie’s orange belle dress in the round pic – thus closing the circle.
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Questa è una duplice “captatio benevolentiae”, cioè gesto per accattivarsi la simpatia, ma anche una connessione politico-dollculturale. Latino a parte, si noti il vestito di Michelle. L’immagine data metà agosto 2010, qsti stessi giorni. Non sembra un accorto omaggio dall’attuale First Lady ad una passata First Lady? Basta un’occhiata al look di Jackie Kennedy durante una visita di Stato in Rajastan negli anni ’60. Qualcosa di sobrio, sicuro e rassicurante – stati d’animo di cui tutti abbiamo bisogno – e al tempo stesso, un moderato messaggio ai cittadini americani. E qsta non è anche una captatio benevolentiae da parte mia verso quei collezionisti di vintage precisini? Basta guardarsi il vestito arancione “belle dress” di Barbie nell’immagine tonda – per chiudere il cerchio.

sabato 29 maggio 2010

Born a woman


Too expressive for being a doll. Too vintage-looking for being really vintage. Too fine for appearing so familiar. Too much American-Girl-like for ignoring “American Girl Barbie” and her sophisticated physionomy (s. example here in the middle of the text). These were my impressions after seeing Seiko Ohmori’s 3D wonderful polymer clay figures and learning they are approx life-size. What if they were fashion dolls? 1:6 scale women with a superior ironical twist. Natural born women.

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Troppo espressiva per essere una bambola. Troppo con l’aria vintage per essere vintage vera. Troppo fine per sembrare così familiare. Troppo American Girl per ignorare “Barbie American Girl” e la sua sofisticata fisionomia (v. un bellissimo es. qui nel mezzo del testo). Queste le mie impressioni dopo aver visto le magnifiche figure tridimensionali in pasta sintetica di Seiko Ohmori e aver capito che sono praticamente a grandezza naturale. E se fossero invece fashion dolls? Donne in scala 1:6 con un quid di superiore ironia. Donne nate.

+ > Seiko Ohmori website
ph Sidepart American Girl Barbie, Nicolenicole

thx, Moviematica

sabato 20 marzo 2010

Collecting is connecting


… connecting passions, to be clear. Calligrams are images made with words, a graphic production I particularly love and occasionally experiment for friends and clients. So gladly will I welcome here and now this Barbie calligram, summarizing in one image my dollypherous (say, dollcultural) and calligrammic passions. More, among the blogs I frequently check, one is about calligrams and I suggest you visit it – it’s created by a friend of mine, calligram cultor and designer.
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collezionare è connettere)… connettere passioni, per essere chiari. I calligrammi sono immagini fatte di parole, una produzione grafica che amo particolarmente e che ogni tanto sperimento per amici e clienti. Così, molto volentieri accolgo qui e ora qsto Barbie-calligramma, che riassume in un’unica immagine la mia passione dollifera (dollculturale, vah) e calligrammica. Poi diciamo pure che tra i blog che guardo spesso, uno è dedicato ai calligrammi e vi suggerisco di visitarlo – è di un’amica cultrice e autrice di calligrammi.

domenica 14 febbraio 2010

Vinylic Valentine


This excerptum of vinyl dolls is a work by US artist Margaux Lange, who creates jewels with Barbie parts re-contextualizing them in new ways and gestures. Here, a very innocent kiss, and it seems tender-ironic enough to share the scene with all of you today. Maybe amor omnia vincit.
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Questo excerptum di bambole di vinile è opera dell'artista statunitense Margaux Lange, che crea gioielli con parti di Barbie, ricontestualizzandole in nuovi modi e nuovi gesti. Qui un innocentissimo bacio, e mi sembra tenerironico abbastanza da condividere la scena con tutti voi oggi. Magari amor omnia vincit.

ADD THIS/IN PIU' from Semerssuaq on my friendfeed (Grazie!)

martedì 27 ottobre 2009

Pink Daisies


I just love receiving blog stuff from friends who don’t collect dolls, and yet sympathize with my dollcultural enthousiasm. T sent me a “pink” themed page from Flair Magazine with the famous-infamous pinball game; Moviem@tica a vintage Daisy Duck, saying it could look like an early Barbie vintage style.
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Mi piace tantissimo ricevere materiale per il blog da amici che non collezionano, ma hanno lo stesso simpatia per il mio entusiasmo dollculturale. T mi ha inviato una pagina in tema “rosa” dalla rivista Flair con il famoso-famigerato calciobalilla; Moviem@tica una Paperina (Daisy il nome americano) dicendo che ha uno stile da vintage Barbie.

lunedì 20 luglio 2009

"B the #1" Calenzano (FI) 29 Novembre 2009

B come Barbie, ma anche B come l’imperativo “Be!”
E quindi, “Barbie la #1”, o meglio ancora “Sii la #1”.
A chiusura del 50° anniversario di Barbie,
torniamo alla prima della serie, stando sopra le righe.


Appuntamento alla 12^ National Doll Convention
di Doll Collectors’ Club Italia a Calenzano (FI)
il 29/11/2009 quest’anno nel ricordo di Mauro Agnolini,
primo presidente del club.


Pallida, sopracciglia ad angolo, palpebre truccate, coda di cavallo tiratissima, costumino a righe b/n, piedi bucati. Sì, bucati, per il piedistallo. La Barbie #1 non era affatto una fatina rosa. Ma forse non tutti lo sanno, perché una vera Barbie #1 è piuttosto rara da vedere.

Ora Doll Collectors’ Club Italia lancia una sfida quasi dissacrante a creativi e talentuosi: rifare la Barbie #1, ma usando qualsiasi altra bambola vestita a righe b/n. E vinca la migliore.

“B the #1” è un contest, un concorso creativo pubblico, con intorno una Borsa Scambio tra le più amate e battute da amanti, intenditori e curiosi di fashion dolls, le bambole con vestiti e accessori. Perché… oltre alla Barbie c’è altro. A Calenzano ci sono Blythe, Fashion Royalty, Momoko, Susie, Misaki, le Furga di ieri e le BJD (ball jointed dolls) asiatiche di oggi e un’infinità di OOAK (= One Of A Kind), le bambole create in un unico esemplare. Per tutti i gusti, per tutti i prezzi, per beneficenza.

Doll Collectors’ Club Italia, che ogni anno a Calenzano propone un tema, è un club indipendente dalle case produttrici. Aggrega collezionisti e appassionati convinti che la bambola non sia solo un pezzo di vinile, un’icona delle mode o un feticcio, ma una testimone di mutamenti e una portatrice di memorie.

Presidente attuale del club è Antonio Russo, medico napoletano e collezionista di rarità e bambole vintage, ma soprattutto instancabile divulgatore – anche in TV. La sua passione è condivisa da un universo composito e vivace di uomini e donne di ogni età e professione. Molti collezionisti sono infatti anche blogger, hanno siti web, creano iniziative editoriali e artistiche e animano community.

Doll Collectors’ Club Italia – nato nel 1995 come Barbie® Collectors’ Club Italia, oltre alla convention promuove la cultura delle fashion dolls attraverso meeting sociali, mercatini, internet, iniziative di beneficenza, e soprattutto pubblica ogni 3 mesi l’unica newsletter in italiano specializzata su Barbie® e le fashion dolls – a cura di Daniela Ferrando. La newsletter non è in vendita ma è un privilegio dei soci.

NB: 29 novembre 2009 a “B the #1” c/o Borsa Scambio del Giocattolo,
organizzata da Agostino Barlacchi all’Hotel Delta Florence, Calenzano, FI
infoline: Daniela Ferrando
- df(at)danielaferrando.com
(logo artwork: Emma Gilardi)
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