domenica 29 gennaio 2012

“Take this waltz”

oh, it’s BTW the title of this stirring song by Leonard Cohen, composed after a poem written by Federico Garcìa Lorca. But on the dollcultural side, it’s the proper caption to comment this wind-up dancing couple, holding each other in a Siamese embrace and damned to waltz together for all the rest of their tin toy life. Is it a doll or two? I don’t know, so take this waltz and many others, too.
oh, tra l’altro è il titolo di qsta canzone di Leonard Cohen – una di qlle canzoni che ti rimescolano - composta su una poesia di Federico Garcìa Lorca. Ma sul fronte dollculturale, “Take this waltz” è la didascalia appropriata per questa coppia danzante, caricata a molla, stretta in un abbraccio siamese e condannata a ballare il valzer per tutto il resto della sua vita di latta. È una bambola o due? Non lo so, perciò prendetevi qsto valzer, e molti altri ancora.

sabato 28 gennaio 2012

Vacuum packed couples

What are you seeing here: vacuum packed couples asking to be depacked, with their harsh colours and their incongruously shining skin - forever young and looking like plastic - or rather consenting prisoners? Or again, plastic dolls to be never removed, perversely preserved for a future Wunderkammer? Is this photo metaphoring the asphyxia of some real life or even synthetic relationships.
Cosa vedete qui: coppie sottovuoto che chiedono di essere spacchettate, coi loro colori squillanti e la loro pelle incongruamente lucida, eternamente giovane, plasticosa nell’aspetto – o piuttosto, prigionieiri consenzienti? O ancora, bambole di plastica da non rimuovere, perversamente preservate per una futura Wunderkammer? Forse qsta foto vuole essere metafora dell’asfissia di alcune relazioni sia reali sia sintetiche.

Click here for the complete series.

giovedì 26 gennaio 2012

Innocent sleep?

A fairy figurine sleeps in a shoe. A sexy dolly dreams lovely dreams in a heeled pump. A clay pornostar experiences x-rated fantasies in a fetish vintage pump. Any interpretation is possible, as it’s just a reflection of what you, the observer, are. Honi soit qui mal y pense.

Una figurina di fatina dorme in una scarpina. Una bambolina sexy fa sogni romantici in una scarpetta coi tacchi. Una pornostar di resina vive fantasie proibite in una décolleté vintage. Ogni interpretazione è possibile, in quanto riflesso di ciò che sei tu, osservatore. Honi soit qui mal y pense.

thx, λάθε βιώσας!

lunedì 23 gennaio 2012

Heavy head

Don’t loose your head, or you head will make you lost.
The disproportion in a doll’s body can be toyish (actually no doll has real human proportions, not even the most anatomically ever) or ironical (and it may be a voluptuous, fanatic exaggeration**), or something very serious, connected to feelings of body misperception and dismorphophobia. Or again, it can metaphorize the frustrations of a too fast-paced life. “Can you make it?” “Oh my poor head”
What else?
Non perdere la testa, o la testa ti farà perdere te stesso/a.
La sproporzione nel corpo di una bambola può essere indice di giocattolo (infatti non c’è una bambola che abbia reali proporzioni umane, neanche la bambola più anatomically correct) oppure ironica (e può essere una voluttuosa, fanatica esagerazione**) ma anche qlcosa di molto serio, connesso alla percezione distorta del corpo e alla dismorfofobia. O ancora, può essere metafora delle frustrazioni di una vita che va troppo veloce. “Ce la fai?” “Oh, la mia povera testa”.
Cos'altro ancora?

thx Maurizio Goetz!

** to name one, just think of Blythe's giant head! Her main feature.
** per dirne una, basti pensare al testone di Blythe! Il suo tratto caratterizzante.

lunedì 16 gennaio 2012

4 questions on My Muse #04

My Muse is an Italian way to the global doll-related magazine. Created by a small team, offered in digital version for web and smartphone, printed on demand. Last Xmas, with its 4th issue, My Muse has been offered 4 free. So I asked 4 Qs to Pamela De Lorenzi, one of the editors, to learn how it went:

DF:This is not the first issue of My muse, why did you decide to make it downloadable for free?
MM: Because it was Xmas -we wanted to make a gift to our best readers, and we made the most to gain awareness among those who didn’t know us yet. Giving for free one digital issue of My Muse has been useful to promote ourselves and attract new readers.

DF: How did those on the web react?
MM: I’d say very well! We got a lot of emails from people who were interested, and many “thank you” and greetings messages - our audience liked our initiative, hence I’d say we hit our target.

DF: How many of them downloaded My Muse?
MM: we got 300 requests the first week, and emails are still coming in! Jan 6th was the deadline for those who wanted to take advantage of our offer.

DF: Once I liked issue #04, is there an offer to conveniently get the three previous ones?
MM: you can combine shipping for the printed version, or get the digital version immediately at a very attractive price.
My Muse è una via italiana al magazine globale che parla di bambole. Creato da un piccolo team, offerto in versione digitale per il web e gli smartphone, stampato on demand. Durante le feste di Natale appena trascorse, in occasione della sua 4^ uscita, My Muse digitale è stato offerto gratis. Ho fatto allora 4 domande a Pamela De Lorenzi, una dei redattori, per sapere com’è andata:

DF: Non è il primo numero di MM, perché hai deciso di regalare il download?
MM: Perchè era Natale e abbiamo voluto fare un regalo ai nostri lettori più fedeli e ne abbiamo approfittato per farci conoscere anche da chi ancora non sapeva della rivista. Rendere gratuito un numero digitale di My Muse, ci è servito per lo più per farci pubblicità e attirare nuovi lettori.

DF: Come hanno reagito sul web?
MM: Davvero molto bene direi! abbiamo ricevuto moltissime email di gente interessata e tantissimi ringraziamenti e auguri, il pubblico ha gradito la nostra iniziativa, quindi direi che abbiamo fatto centro!

DF: Quanti hanno scaricato MM?
MM: Ci sono state più di 300 richieste solo nella prima settimana e le email continuano ad arrivare! C'è tempo fino al 6 gennaio per approfittare della nostra offerta.

DF: Visto il #04, c'è qlche bella offerta per acquistare in modo conveniente i 3 già usciti?MM: puoi fare un’unica spedizione per gli arretrati della versione cartacea, o prenderti la versione digitale immediatamente, col prezzo superattraente che ha.

domenica 15 gennaio 2012

Nostalgic and beautiful

I’ve just got a link from the German DIE ZEIT online magazine, bearing the evocative title “Sehnsucht nach Schönheit”, i.e. Nostalgia of Beauty – an exhibition on fashion photography in Vienna. In the gallery provided with the news, these two very vintage images hit the dollcultural me.

Erwin Blumenfeld: "Model and Mannequin", New York, 1945 | © The Estate of Erwin Blumenfeld/Art + Commerce
You notice the model and a wax double, a giant doll with long-lashed eyes. But her teeth seem more real and more tarnished by smoking than (presumably) the model’s.

George Hoyningen-Huene: "Vogue's Eye View" (Model: Agneta Fischer), 1932 | © HORST – Courtesy Staley/Wise Gallery NYC
This is a very conceptual photo. Nothing prevents you from imagining that there’s a doll in the crystal sphere, whatever it means.

Ho appena avuto un link dalla rivista tedesca DIE ZEIT online, dal titolo evocativo di “Sehnsucht nach Schönheit”, i.e. Nostalgia della Bellezza – una mostra sulla fotografia di moda ora a Vienna. Nella gallery che corredava la notizia, qste due immagini molto vintage hanno colpito la mia parte dollculturale.

Erwin Blumenfeld: "Model and Mannequin", New York, 1945 | © The Estate of Erwin Blumenfeld/Art + Commerce
Si vede la modella e un „doppio“ di cera, una bambola gigante con occhioni molto cigliati. Ma i suoi denti sembrano più veri e più scuriti dal fumo che non qlli (immaginiamo) della modella.

George Hoyningen-Huene: "Vogue's Eye View" (Model: Agneta Fischer), 1932 | © HORST – Courtesy Staley/Wise Gallery NYC
Qsta è una foto molto concettuale. Niente perciò impedisce di immaginare che nella sfera di cristallo c'è una bambola, qualunque cosa significhi.

Thx Azzurra!

domenica 8 gennaio 2012

Introducing the iDoll?

According to Apple grammar rules, this might be the iDoll or maybe the iCon. But this is not from Cupertino. What you see is a 12” figure (like Ken) in an almost perfect, impressively credible likeness of Steve Jobs, produced and marketed by in icons, who launched the doll encouraging pre-orders. Homage or plagiarism? The copy features highlights from the already famous Stanford speech, the one with the mantra “Stay hungry. Stay foolish.” What should this vinyl Steve Jobs be? The contemporary Lar** in the geek’s house? A prophet in black turtleneck, since the prophetic look has been really emphasized? The immediate dollification of an icon, before he’s de-iconized? Who will buy him? By the moment I’m posting, the first stock is sold out.

Stando alle regole grammaticali Apple, qsta potrebbe essere la iDoll o magari la iCon. Ma non viene da Cupertino. Qlla che vedete è una figura alta 12” (come Ken, diciamo) con le sembianze praticamente perfette di Steve Jobs, credibili in modo impressionante, prodotta e commercializzata da in icons, che è partita con il lancio incoraggiando i preordini. Omaggio o plagio? Il testo presenta frammenti dell’ormai famoso discorso di Stanford, quello con il mantra: “Stay hungry. Stay foolish.” E cosa dovrebbe essere qsto Steve Jobs vinilico: il Lare contemporaneo nella casa dello smanettone? Un profeta in dolcevita nero, vista l’enfasi data al look profetico? L’immediata bambolizzazione di un’icona, prima che la de-iconizzino? Chi lo comprerà? Nel momento in cui scrivo, il primo lotto è andato esaurito.

**(Lar: in Roman mythology, the deity or spirit who protected a household)
**(Lare: nella mitologia romana, la divinità o lo spirito protettore di una casa)

lunedì 2 gennaio 2012

A blog is a corpus

Looks like a self-contemplating pose and despite the appearence, it’s not. It’s a tonic, digitally designed, firm under your fingers, strong doll body (to be picky, from a JAKKS G.I.R.L. force doll, a superinteresting line now out of production). I’m using its image to start an elastic and focused tonic brand new year in which the body of the dolls will be a relevant topic in the corpus of my posts, furtherly developing the idea that dolls mirror us, therefore this should make us reflect.
Sembra una posa autocontemplativa e invece, a dispetto delle apparenze, non lo è. È un corpo di bambola tonico, progettato digitalmente, sodo al tatto, energico (ad essere precisi, da una bambola JAKKS G.I.R.L. force, una linea superinteressante ora uscita di produzione). E io sto usando la sua immagine per iniziare un elastico, concentrato bell’anno nuovo in cui il corpo delle dolls sarà un argomento rilevante nel corpus dei miei post, continuando a sviluppare l’idea che le bambole ci rispecchiano e che questo dovrebbe farci riflettere.

ph Pamela De Lorenzi aka PamiFashionDolls (she’s one of the editors of the colorful doll-related magazine My Muse)
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