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sabato 30 marzo 2013

Facelet (bracelet of faces)

Just by chance I discovered Lulu Frost's jewels and website. And the impact with this dollcultural Circe bracelet was inevitable! These faces are not exactly dolls, but could seem something similar being modeled in resin, with the sumptuous enrichment of glass pearls and mixed metal cusps and ringlets. I love minimal elegance in clothing, frequently just as an excuse to enhance spectacular ornaments, and this is the case here. If you want to see bijoux made with Barbie parts istead, just search Margaux Lange's works in this blog or google around.
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Per puro caso ho scoperto i gioielli e il sito Lulu Frost. E l'impatto con questo dollculturale braccialetto Circe era inevitabile! Qsti volti non sono esattamente bambole, ma potrebbero sembrare qualcosa del genere essendo modellati nella resina, col sontuoso arricchimento di perle di vetro cuspidi e anellini di metalli vari. Amo l'eleganza minimale nell'abbigliamento, spesso come scusa per poter esaltare ornamenti spettacolari - e qui è il caso. Chi volesse vedere invece bijoux realizzati con parti di Barbie, cerchi i lavori di Margaux Lange in qsto blog o googlando in giro.

 

sabato 5 gennaio 2013

Everybody can google "fashion doll"

... but I'm not interested in simply googling "fashion doll" and finding stuff. Everybody can discover fashion dolls that way, although they might reveal previews or rarities. What mostly intrigues me, instead, is finding dollcultural things when I don't expect them or at least where my expectations are very open and generic. The necklace above is dollcultural and it's a photo from a friend who visited the exhibition Unexpected Pleasures at London Design Museum. The jewel is made of body parts from tiny plastic human models. Oh, also in 2013 I want to explore territories that are peripheral to fashion dolls for the personal pleasure of surprising finds to share!
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... ma non sono interessata a semplicemente googlare "fashion doll" e trovare materiale. Sono capaci tutti di scoprire fashion doll in quel modo, benché possano anche rivelare anteprime o rarità. Ciò che più mi intriga, invece, è imbattermi in cose dollculturali quando non me le aspetto o almeno dove le mie aspettative sono aperte e generiche. La collana lì sopra è dollculturale ed è una foto da un amico che ha visitato la mostra Unexpected Pleasures al London Design Museum. Il monile è fatto di parti di corpi di minuscoli modellini umani. Oh insomma, anche nel 2013 voglio esplorare territori periferici alle fashion doll per il personale piacere di ritrovamenti a sorpresa, da condividere!

thx Carlo Porrini :-)

sabato 2 giugno 2012

eni versalis, universalis


Why does a rebranding ad in the chemical industry seem dollcultural? Because of its "new face" concept. Because of the stuff used: all plastic pieces kinda making a mosaic. Because some of those pieces look like doll parts. And because of the seductive renaming: Polimerieuropa becomes eni versalis (and, ambitiously reading, sounds similar to “universalis”).
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Perché mai un annuncio sul riposizionamento nell’industria chimica sa di dollculturale? Per il concetto di "nuovo volto”. Per i materiali usati:  tutti pezzi di plastica a formare una specie di mosaico. Perché alcuni di quei pezzi hanno l’aria di parti di bambola. E per il renaming seducente: Polimerieuropa diventa eni versalis (e, ad un’ambiziosa lettura, suona simile a “universalis”).
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