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mercoledì 29 dicembre 2010

Microsculptures. Microscaled.


… the dolls of the dolls of the dolls of the dolls. At least 4 scale-steps. These works are Willard Wigan’s microsculptures, spotted in a serendipitous moment. Paradox-dolls, characters, resized celebrities (what a lesson to them!) or fantasy creatures (not my genre, but they hunt me) in the eye of a needle, on a diamond, on a pin head, on a razor edge, on a eyelash. You can even get a dolls house for microbic inhabitants. Or you can also get camels in the biblical eye of a needle if you just need to be a little bit polemical.


Le bambole delle bambole delle bambole delle bambole. Almeno 4 livelli di scala. Qste opere sono le microsculture di Willard Wigan, scoperte in un momento di serendipità. Bamboline paradossali, personaggi o celebrità ridimensionate (che lezione per loro!) o creature fantasy (non il mio genere, ma mi perseguitano) nella cruna di un ago, su un diamante, sulla capocchia di uno spillo, sul filo di un rasoio, su una ciglia. C’è anche una dolls house per bambole-microbi. O si può anche avere cammelli nella biblica cruna di un ago se giusto avete voglia di essere un po’ polemici.

giovedì 16 settembre 2010

Bidonville imaginaire

You must look closer, and closer. As you won’t find a doll’s house, not even a bidonville doll’s house. In this work by Paola Risoli – an artist who is not new to this blog – a metal tank contains a small piece of urbanization. All made with proudly re-used material. All assembled with a frantic love maybe for the contemplation of an absence. With its weak light, not offending our enquiring look, it’s a sort of “bidonville imaginaire” where someone is not at home and our thoughts can wander.



Bisogna guardare da vicino, da più vicino. Perché non si troverà una casa di bambola, e tantomeno una casa di bambola da bidonville. In qst’opera di Paola Risoli – artista non nuova a qsto blog – un bidone di metallo contiene un pezzettino di urbanizzazione. Tutta fatta di materiali orgogliosamente ri-usati. Tutta assemblata con frenetico amore, forse per la contemplazione di un’assenza. Con la sua debole luce, che non offende il ns sguardo indagatore, è una specie di “bidonville immaginaria” dove qualcuno non è a casa e i ns pensieri possono vagabondare.

Now @ www.artekne.it

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Paola Risoli, 2010 – Agile/handle with care – metal tank, paper, glue, wire, acrylics, electric ware * Bidone di ferro, carta, colla fil di ferro, acrilici, materiale elettrico

Thx to Giuseppe Compare,
Galleria Il ritrovo di Rob Shazar
Via Diaz, 26
82019 Sant’Agata De’ Goti bn
shazar@virgilio.it - +39 0824 717772 – 339 1532484

venerdì 29 gennaio 2010

Beware of doll houses


NB This post is kinda spoiler. I loved The lovely bones when I read it yrs ago. I was really moved. And I’m very curious to view the probably visionnaire movie, soon on our screens. If you know the plot, you also know that a doll house is somehow the bait for the murderer to attract the innocent. Can’t and don’t want to say more. Read the book. And/or view the clip now everywhere online.
*
NB qsto post rivela la trama. Ho amato Amabili resti quando l’ho letto anni fa. Mi ha commossa. E sono curiosissima di vedere il film, probabilmente visionario, presto sui ns schermi. Se conoscete la trama, sapete anche che è in qualche modo una casa di bambola l’esca con cui l’assassimo attrae l’innocente. Ma non posso né voglio dire di più. Leggetevi il libro. E/o guardatevi il trailer qui.

doll house clip here
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