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martedì 2 ottobre 2012

Good grammar is sexy

 

Why is this doll of mine reading erotic stories? Here’s how. Far from being a grammar nazi, I have nevertheless created months ago a facebook group about spotting/fighting examples of poor language in media. Sic stantibus rebus (i.e., in these circumstances) I happened to intercept a like-minded photocontest named “Good grammar is sexy”, and accepted to send my creative entry. I did it dollcultural. I made a donkey-eared hat for my Momoko and took a webcam pic. Look, she wears a baby doll but this won’t make her sexier (I imagined), since she’s not paying attention to her language, where she could well do it. Now, the funny thing is that my entry won me abook. Yes, the one you see above, signed and handed by the author. Thanks Inachis Io!



Com’è che le mie bambole leggono racconti erotici? Ecco qui. Lungi dall’essere una grammar nazi, ho nondimeno creato un po’ di mesi fa un gruppo su facebook per il gusto di scovare/combattere la sciatteria del linguaggio dei media. Sic stantibus rebus (stando così le cose), mi è capitato di intercettare un photocontest – chiamato “Good grammar is sexy” – dove la si pensava allo stesso modo e ho accettato di spedire la mia interpretazione. L’ho fatta dollculturale. Ho fabbricato un cappello con le orecchie d’asino per la mia Momoko, e ho scattato con la webcam. Vedete, lei indossa un baby doll, ma ciò non la rende più sexy (ho immaginato), perché non cura il linguaggio, mentre potrebbe ben farlo. Il buffo è che qsta mia entry mi ha fatto vincere un libro. Sì, qllo che si vede lì sopra, firmato e consegnato dall’autore. Thanks Inachis Io!

sabato 3 aprile 2010

My Muse, next Muse



My Muse is basically a concept. It first appeared last year as a virtual, downloadable free magazine packed with wonderful pics and original illustrations all about dolls. Now it appears as a new pocket abstract book, featuring additional new contents. Pamela De Lorenzi, the author, has a real penchant for playful pics, detailed doll dioramas (she used to create sets for Barbie’s magazine photostories), dramatic dark backgrounds for sensual shootings and so on. I asked her to create some new pics showing kinda interaction between dolls and the little book. And here they are. Want to buy a copy at a surprisingly friendly price directly from her? Just click here. Yes, the Coffee Cake Dolls website too is by Pamela.


My Muse è sostanzialmente un concept. La prima volta è apparso l’anno scorso come rivista virtuale, gratuitamente scaricabile e strapiena di meravigliose foto e illustrazioni tutte di bambole. Ora appare sotto forma di estratto, come un piccolo nuovo libro tascabile, con nuovi contenuti in più. Pamela De Lorenzi, l’autrice, ha un’indubbia inclinazione per immagini giocose, diorami dettagliati (creava i set per i fotoromanzi del giornalino di Barbie), sfondi scuri per scatti sensuali etc. Le ho chiesto qualche foto nuova dove si vedessero bambole e libriccino giocare insieme, ed eccole qui. Volete una copia a prezzo sorprendentemente friendly proprio da lei? Basta un clic qui. E sì, anche il sito Coffee Cake Dolls è di Pamela.



book details:
MY MUSE abstract
by Pamela De Lorenzi
72 pages/pagine
soft cover/copertina morbida - 12x18 – col.

venerdì 26 marzo 2010

A noir Little red cap



Red, however noir. We love sneaking a glance at a now totally one-of-a-kind, noir Little Red Riding Hood, a landmark in fairytales, Grimm bros version: Clara Fornari, the author, created everything from zero - all the dolls and their clothing, the props, the scenes, the photos… the book published after this effort. This mise-en-scène of the tale is actually just a small part of her wider project somehow reflecting on, and redesigning the borders of beauty, good, and evil. Backstage photos are a true aesthetic coup-de-foudre, and a perfect completion to understanding how Clara’s little book became such a jewel. Want to buy a copy at a surprisingly friendly price directly from her? Just click here.
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Rosso, ma noir. Ci piace tantissimo sbirciare qsta Cappuccetto Rosso, pietra miliare tra le favole, ora in tono noir e del tutto one-of-a-kind, basata sulla versione dei fratelli Grimm: Clara Fornari, l’artefice, ha creato tutto da zero – tutte le bambole e il loro abbigliamento, gli oggetti, le scene, le foto… il libro pubblicato come risultato di questa impresa. Questa mise-en-scène della storia è in realtà soltanto una piccola parte del suo progetto che, più ampio, riflette su - e in qualche modo ridisegna - i confini di bellezza, bene, male. Le foto del dietro le quinte sono di per sé un colpo di fulmine, e un perfetto complemento per farci capire come il libriccino di Clara sia diventato un tale gioiello. Volete una copia a prezzo sorprendentemente friendly proprio da lei? Basta un clic qui.

book details:
LITTLE RED CAP
A dark adventure with unique dolls
by Clara Fornari
72 pages/pagine
soft cover/copertina morbida - 12x18 – col.

sabato 20 febbraio 2010

DD = dangerous dolls


This time only a title for an Italian crime story. The cover is quite kinda evolved 60s style. The plot? Nothing dollyish at all, I'm afraid.
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Stavolta solo il titolo di un giallo italiano. La copertina, una specie di stile anni '60 evoluto. la trama? Niente di bamboloso, mi sa.

thx Moviematica.

sabato 12 settembre 2009

Expanding my collateral collection...

... with the illustrated review about a book whose excessive cover was featured here in this blog .
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... con la recensione illustrata di un libro la cui eccessiva copertina è apparsa in qsto blog .


domenica 6 settembre 2009

Side effects of dollcultural sensitivity: book titles spotting


A title reading sthg like “We repair dolls. About fiction writing” is not exactly translatable in English or other languages, plus it’s not referred to a book about dolls. It’s a random captured phrase in a 300 pages story. However I yet find it pertinent to this blog - with Moviem@tica who reported it to me. And I will read it.
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Un titolo che dice "Si riparano bambole. Sul fare narrativo" non è esattamente traducibile in inglese o in altre lingue e nemmeno si rifà ad un libro che parli di bambole. È una frase estrapolata a caso in una storia di 300 pagine. Eppure lo trovo pertinente a qsto blog - con Moviem@tica che me l’ha segnalato. E lo leggerò.

"Si riparano bambole. Sul fare narrativo"
di AA. VV.
1996, pp. 209, € 8.26
isbn 8886358105

+ > http://letturalenta.net/2006/04/si-riparano-bambole/ (thx!4 the pic too)

lunedì 29 giugno 2009

Collateral Collection 2

This cover must be included, with the additional comment that a similar Barbiezation on a baby girl verges on obscenity - by contrast with the standing of Oates as an author.
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Questa copertina va inclusa nel novero, con il commento aggiuntivo che una simile Barbiezzazione di una bambina rasenta l'oscenità - per contrasto con la statura di J. C. Oates come autrice.

domenica 31 maggio 2009

Collateral collection























I realize I’ve collected a lot of book cover images featuring dolls: sometimes they are pour cause (the subject of the book), sometimes they are just aesthetically tickling. Sometimes, suggestive tout court.
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Mi rendo conto di aver raccolto tante immagini di copertine di libri che raffigurano bambole: a volte, con ragione (l’argomento del libro), a volte giusto per titillamento estetico. A volte provocantemente.

Thx moviematica for increasing the collection

martedì 27 gennaio 2009

Dolls on books and ...

... and books on dolls. Celebrating post #200, yes this one, I finally added a permanent slideshow showing a couple of Momoko dolls and various details of the trilingual book I made with Molteni&Motta, photographers, publishers - and friends. Also my dolls have their own mini-copy of "Vinyl dolls" as they want to stay tuned with dollcultural issues.
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(Bambole sui libri e...) e libri sulle bambole. Per il post #200, sì questo qui, sono riuscita ad aggiungere uno slideshow permanente dove si vedono un paio di Momoko e vari particolari del libro trilingue che ho fatto con Molteni&Motta, fotografi, editori - e amici. Anche le bambole hanno la loro mini-copia di "Vinyl dolls", visto che vogliono rimanere aggiornate sui temi dollculturali.
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