Fashion advertising recognizes the power of
dolls - even that fetish, the woodoo, the suggestive, the mischievous, the
evocative, the archaic power of dolls. It is the case with Steven Klein’s
shooting for Alexander McQueen s/s 2014 campaign, with a OOAK doll perfectly
doubling and almost obfuscating Kate Moss’ unmistakable features. Will
McQueen’s McDoll in a (memorable) McAd open a thread of similarly conceived
images?
La pubblicità di
moda riconosce il potere delle bambole – anche quel potere bambolare fetish,
woodoo, sessualmente allusivo, pestifero, evocativo, arcaico. È esattamente il
caso degli scatti per la campagna P/E 2014 di Steven Klein per Alexander McQueen,
con una bambola OOAK che duplica alla perfezione, e quasi oscura, i pur
inconfondibili connotati di Kate Moss. Non è che la (memorabile) McCampagna con
la McDoll di McQueen andrà ad aprire un nuovo filone di immagini concepite a
qsta maniera?