sabato 5 maggio 2012

My MIA (Milan Image art Fair) - I

For the second time I visited MIA Fair, and I could go to the opening. Although not all is pure photography, there (I mean also installations and mixed media works are exhibited, and thematic books are a true feast), I had my dollcultural expectations to be fulfilled. And they did. I already knew Gabriele Corni’s series ADOPERABILI, at MIA curated by Galleria OltreDimore. “The dolls are reflections of our own needs” is the artist’s statement. But seen in real scale, these hyperreal images hypnotize the observer with their whiteness and their features. Every knows that dolls don’t have true genitalia (not even when they aare anatomically correct and accessorized sex dolls) and Corni’s dolls seemingly don’t as well. They are perfect and perturbing. The are dolls and objects and subjects.  

ADOPERABILI is also a fine art catalogue, published by www.oltredimore.it
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Per la seconda volta ho visitato MIA Fair, andando all’inaugurazione. Benché non tutto lì dentro sia pura fotografia (i.e. anche istallazioni e opere in materiali misti sono esposti, e poi ci sono i libri tematici che sono una festa), avevo le mie attese dollculturali da soddisfare. Così è stato. Conoscevo già la serie ADOPERABILI di Gabriele Corni, al MIA curata dalla Galleria OltreDimore. “La bambole sono l’immagine riflessa delle esigenze di chi sta dall’altra parte”, afferma l’artista. Ma viste dal vero, queste immagini iperreali ipnotizzano l’osservatore col loro candore e i loro tratti. Le bambole, si sa, non possiedono veri genitali (neanche quando sono sex dolls anatomically correct and super-accessoriate) e a quanto sembra nemmeno le bambole di Gabriele Corni. Sono perfette e perturbanti. Sono bambole e oggetti e soggetti.

ADOPERABILI è anche un catalogo d’arte, edito da www.oltredimore.it

Stay tuned for my next MIA Fair posts… * altri MIA fair post in arrivo…

sabato 28 aprile 2012

Neverblythe


Inika Blythe's poster for Bambole a Roma is a dollcultural hommage paid to Nirvana's Nevermind iconic cover. Although I've attended the eventon April 14th and I've even been delving into Inika's doll chothing assortment, I didn't notice such a great image... attention reload needed!


Il poster di Inika Blythe per Bambole a Roma è un omaggio dollculturale all'iconica copertina dei Nirvana, Nevermind. Nonostante sia stata all'evento e abbia anche rovistato nell'assortimento di doll chothing di Inika, mica ho notato il favoloso poster... si richiede un reload dell'attenzione.



domenica 22 aprile 2012

Sitting doll

I just love, and I repeat it, when non-collector friends spot dolls here and there and take doll pics for me. This is a Citroen temporary store, in Milan's Montenapoleone chic street. Its floor is populated by... Tanya dolls. Interesting, isn't it? Should I suppose that Barbie was too busy to intervene, or too branded to back another brand?
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Amo, e lo ripeto, quando amici non collezionisti scoprono bambole in giro e le fotografano per me. Qsto è un temporary store della Citroen in Montenapoleone, il cui pavimento è popolato da... Tanya. Interessante, no? Devo pensare che Barbie fosse troppo occupata per intervenire, o troppo di marca per dare manforte ad un altro brand?

thx, Biancalisa!

lunedì 9 aprile 2012

Cut to die for


Hina Aoyama is a papercut artist I discovered on flickr. Isn't this fairy a bit like a doll - maybe a special paper doll? Yes, I know that this silhouette also recalls French Kiraz's fashionable vintage strips, but I would like some doll creators to feel inspired from this flawless evocative weighless gracefulness in black and white. Hina's hand (die)cut works are to die for.
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Hina Aoyama è un'artista della carta ritagliata che ho scoperto su flickr. Qsta fatina non è un po' come una bambola, magari una paper doll speciale? Sì, lo so che la silhouette ricorda anche le vignette vintage e fascinose del francese Kiraz, ma mi piacerebbe che qualche creatore di dolls si sentisse ispirato da qsta leggiadria in bianco e nero, impeccabile suggestiva e priva di peso. I ritagli di Hina sono tagliati per esser belli da morire.

mercoledì 28 marzo 2012

Pupa pupilla

I have to periodically come back to the very origin of the word meaning "doll" in many languages: i.e. the same word as "pupil", where an observer can be him/herself mirrored like a little doll when looking in someone else's eyes. That's why one of my recurrent image search is about a doll in someone's (human or ficticious) eyes.


Devo tornare periodicamente alla vera origine della parola che in molte lingue significa "bambola": la stessa parola che designa la pupilla, in cui un osservatore può vedersi riflesso come una bambolina quando guarda qlcuno negli occhi. Ecco perché una delle mie ricorrenti ricerche di immagini è una bambola negli occhi di qlcuno (umano o finto).

(if you search the tag "pupa-pupilla" in this blog, you'll find other related posts. * cercando il tag "pupa-pupilla" all'interno di qsto blog, altri post sull'argomento.)

domenica 25 marzo 2012

Take a large tour


When it comes to dollcultural phenomena, don't just browse doll websites, or attend doll conventions, or chat in the very same small and asphyctic doll collecting or OOAKers' microcommunities. Take the large tour instead. You might be amazed by encounters like this, with Popovy sisters for Schön! magazine, reading: "Who needs a real model to show off your creative designs when you can construct your own miniature models instead? Using their skills in sculpting and fashion design, that is exactly what Russian born designers and twin sisters Elena and Ekaterina Popovy do in order to create miniature fashion works of art."
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Quanto si tratta di fenomeni dollculturali, perché soltanto sfogliare i siti di bambole, o andare a convention di bambole, o chattare nelle stesse solite asfittiche microcommunities di collezionisti o creatori di bambole OOAK? Meglio prendere il giro largo. Potrebbe capitarvi di fare incontri come questo con le sorelle Popovy per Schön! magazine, dove si legge (la traduzione è mia): "A che vi serve una modella vera per far vedere i vostri progetti creativi quando potete invece costruirvi delle modelle in miniatura? Con le loro capacità di scultura e di fashion design, qsto è esattamente ciò che fanno le gemelle russe Elena and Ekaterina Popovy per creare mini opere d'arte fashion."

lunedì 12 marzo 2012

Moustache & corsets


Moustache and wasp waist: this hourglass-like doll body is only seemingly clashing with the common idea of male doll. It’s an actual male doll body instead, whose name is Angus Mac Farlane. Despite those delicate and smooth features, it’s not a transgender doll, it’s rather the attempt of rendering, once dressed, the lean male silhouette of those 19th century dandies wearing a corset. Don’t you like dandies in corset? Maybe you are practicing on your own body other modifications. But the specimen above provokes us, once again, to recognize how human body aesthetic modifications reflect in doll morphology.


Baffoni e vitino di vespa: questo corpo di bambola, a clessidra, stride solo apparentemente con l’idea di bambola al maschile. È proprio un corpo di bambola uomo, il cui nome è Angus Mac Farlane. E nonostante quei lineamenti delicati e lisci, non è una bambola transgender ma è piuttosto il tentativo di rendere, una volta vestito, la sottile silhouette di quei dandy dell’ottocento che indossavano il busto. Non vi piacciono i dandy col busto? Magari praticate sul vs corpo ben altre modificazioni. Ma l’esemplare sopra ci provoca, ancora una volta, a riconoscere come le modificazioni estetiche del corpo umano hanno un riflesso nella morfologia bambolare.

+ on corsets * Sui corsetti

ph: devolanges on flickr
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