sabato 30 marzo 2013

Facelet (bracelet of faces)

Just by chance I discovered Lulu Frost's jewels and website. And the impact with this dollcultural Circe bracelet was inevitable! These faces are not exactly dolls, but could seem something similar being modeled in resin, with the sumptuous enrichment of glass pearls and mixed metal cusps and ringlets. I love minimal elegance in clothing, frequently just as an excuse to enhance spectacular ornaments, and this is the case here. If you want to see bijoux made with Barbie parts istead, just search Margaux Lange's works in this blog or google around.
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Per puro caso ho scoperto i gioielli e il sito Lulu Frost. E l'impatto con questo dollculturale braccialetto Circe era inevitabile! Qsti volti non sono esattamente bambole, ma potrebbero sembrare qualcosa del genere essendo modellati nella resina, col sontuoso arricchimento di perle di vetro cuspidi e anellini di metalli vari. Amo l'eleganza minimale nell'abbigliamento, spesso come scusa per poter esaltare ornamenti spettacolari - e qui è il caso. Chi volesse vedere invece bijoux realizzati con parti di Barbie, cerchi i lavori di Margaux Lange in qsto blog o googlando in giro.

 

venerdì 29 marzo 2013

Towards an hermaphrodite doll


Amongst all those existing trivial and serial dolls, although very fine, expensive or sometimes elusive and aspirational (a way of wannabe-ing), I've never seen the hermaphrodite doll. This is what I happened to think when I first hit on this visionary work by Alberto Casiraghy, aka Edizioni pulcinoelefante. No embarassement, just a reflection on how the creation is a continuum and creativity can capture it.
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Tra tutte quelle bambole banali e seriali, sebbene molto fini, costose e a volte elusive e aspirazionali (= vorrei ma non posso) che esistono, non ho mai visto la bambola ermafrodita. Questo è ciò che ho pensato imbattendomi in qst'opera visionaria di Alberto Casiraghy aka Edizioni pulcinoelefante. Nessun imbarazzo, ma soltanto una riflessione sul fatto che il Creato è un continuum e la creatività può coglierlo.

A. C.y, lipstick and golden leaf on paper, 2002 * A. C.y, rossetto e foglia oro su carta, 2002
 

domenica 3 marzo 2013

Blue Barbie


... being blue is not feeling blue and being silent is not being absent! I try to say this with a beautiful Barbie pic featuring colour inversion by a young, Asian, very creative doll collector named Zezaprince Gal Lery. After weeks without a post (so many ideas, zero time), I owed a sign to my sixty-something declared readers - and to the hidden ones, of course.
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... essere blu non significa essere malinconici e tacere non significa essere assenti! Cerco di dirlo con una bellissima foto di Barbie a colori invertiti di cui è autore un collezionista asiatico giovane e molto creativo di nome Zezaprince Gal Lery. Dopo settimane senza nemmeno un post (tantissime idee, zero tempo), dovevo un segno di vita ai miei sessanta-qlcosa lettori dichiarati - e anche a qlli nascosti, ovvio.
 

mercoledì 30 gennaio 2013

Bubble-bathing dolls


I find this work by Korean artist Kim Joon something just amazing. "Red bubble" is its title, and it's something so dollcultural in proportions (cm 100 x cm100, which means that the bathing body is a 1:6 scaled - fashion doll size par excellence), and so much about the human body in its fullness and functions and fetish-potential. I ignore the artist's very intentions, but that red fluid is not evocative of blood to me - rather, cassis syrup or something similar, possibly delicious.
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Trovo questo lavoro dell'artista coreano Kim Joon qualcosa di stupefacente. Si intitola "Red bubble", ed è qualcosa di così dollculturale nelle proporzioni (cm 100 x cm100, il che vuol dire che quello della bagnante è un corpo in scala 1:6, misure da fashion doll par excellence) e così tanto riferito al corpo umano nella sua pienezza, funzioni, potenziale feticistico. Ignoro quali fossero al riguardo le vere intenzioni dell'artista, ma il liquido rosso non mi evoca il sangue - piuttosto, uno sciroppo di ribes o qualcosa di simile, possibilmente di delizioso.

thx Carlo Porrini :-)
 

lunedì 14 gennaio 2013

Doll factory tour


 
Michael Wolf strikes again. Here the German photographer’s tour in a doll factory in China. Did you expect dirt, slavery, grumpy faces? No, not at least here in this series which represents a real “Toy Story” in the author’s concept. And do you think that mass produced dolls are still fashionable once you have seen their making? I say yes. Because I know that even a serial item can come out from the factory with a unique feature or flaw or print – a curl, a color, a seam, whatever – which makes it mine.

 
Michael Wolf colpisce ancora. Qui si vede il tour del fotografo tedesco in una fabbrica di bambole in Cina. Vi aspettavate sporco, schiavitù, facce imbronciate? No, perlomeno qui in qsta serie, che rappresenta, stando al concetto dell’autore, un’autentica “Toy Story”. Pensate che le bambole prodotte in massa siano ancora affascinanti dopo aver visto come si fa a farle? Io dico di sì, per me lo sono ancora. Perché so che perfino una cosa seriale può uscire dalla fabbrica con una caratteristica o un difetto o impronta unica – un ricciolo, un colore, una cucitura, qualunque altro dettaglio – che la rende mia.

thx Azzurra!

giovedì 10 gennaio 2013

Carne plastica


i.e. "plastic flesh". I truly wanted to write a post bearing this title, thus nurturing one of my most beloved topics, the body of the dolls. What you see here in Lizretros © pics, is a Lilli doll clone - the cheapest ever, probably. But so low quality and hollow and badly painted and poorly imitating the original is this doll’s plastic flesh, that it ends up with becoming a sublime piece of kitsch. May this remind me that there is not ONE beauty and that imitation is a way of paying homage to somehow luckier models, yet allowing room to other unexpected evolutions.


“Carne plastica”. Volevo davvero scrivere un post con qsto titolo, alimentando così uno dei miei temi più amati, il corpo delle dolls. Quel che si vede qui nelle foto di Lizretros ©, è un clone della bambola Lilli – il più scadente che si sia mai visto, probabilmente. Ma la carne plastica di qsta bambola è tanto di bassa qualità e vuota e mal pitturata e mal imitante l’originale, che finisce col diventare un sublime pezzo di kitsch. Serva qsto a ricordarmi che non esiste UNA SOLA bellezza e che l’imitazione è un modo di rendere omaggio a modelli in qlche modo più fortunati, lasciando pure spazio ad altre evoluzioni inattese.


 

sabato 5 gennaio 2013

Everybody can google "fashion doll"

... but I'm not interested in simply googling "fashion doll" and finding stuff. Everybody can discover fashion dolls that way, although they might reveal previews or rarities. What mostly intrigues me, instead, is finding dollcultural things when I don't expect them or at least where my expectations are very open and generic. The necklace above is dollcultural and it's a photo from a friend who visited the exhibition Unexpected Pleasures at London Design Museum. The jewel is made of body parts from tiny plastic human models. Oh, also in 2013 I want to explore territories that are peripheral to fashion dolls for the personal pleasure of surprising finds to share!
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... ma non sono interessata a semplicemente googlare "fashion doll" e trovare materiale. Sono capaci tutti di scoprire fashion doll in quel modo, benché possano anche rivelare anteprime o rarità. Ciò che più mi intriga, invece, è imbattermi in cose dollculturali quando non me le aspetto o almeno dove le mie aspettative sono aperte e generiche. La collana lì sopra è dollculturale ed è una foto da un amico che ha visitato la mostra Unexpected Pleasures al London Design Museum. Il monile è fatto di parti di corpi di minuscoli modellini umani. Oh insomma, anche nel 2013 voglio esplorare territori periferici alle fashion doll per il personale piacere di ritrovamenti a sorpresa, da condividere!

thx Carlo Porrini :-)
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